ILLUSTRAZIONE
* NICOLAS TESTA

by Redazione DATE*HUB

Lo sapevate che con G 3 + 8 ( V – ” potete delineare una faccia di elefante?

Nicolas Testa è un giovane illustratore di origini argentine che si è presentato a DATE*HUB con uno stile particolarissimo, a metà tra l’incisione, il tatuaggio black&white di tradizione russa e la grafica bauhaus. Appassionato di lettering, scultura e balene, ecco le opere di Nicolas accompagnate da un testo scritto di suo pugno, ordinando le lettere che di solito usa in tutt’altro modo!

«Sono nato e cresciuto nella provincia di Buenos Aires, in mezzo alla natura che ho imparato a osservare, conoscere ed amare. Mi sono laureato alla UBA (Universidad de Buenos Aires) in Graphic Design e già l’anno dopo sono partito per un’avventura in Europa che, progettata come un viaggio di qualche mese, è diventata poi la mia vita.
Comunicare attraverso le immagini è sempre stato il mio forte perché non sono molto bravo con le parole ed il disegno mi ha aiutato più volte a spostarmi da una parte all’altra del mondo.»

«Oggi vivo a Milano e lavoro come art director in una digital agency. Non dedico troppo tempo ai miei disegni. Quasi sempre è buona la prima, così realizzo una serie di 30/40 disegni su una tematica o qualcosa che mi ossessiona in quel periodo e poi via, si passa ad altro: le matriosche, le balene, le sculture di carta, il disegno vettoriale, la fotografia, ecc.»

«Ho una formazione grafica tradizionale molto forte, sulla carta però “vado più di pancia”: rigoroso bianco e nero, quasi dei logotipi, forte contrasto, immagine diretta e unica, “boom diritto in faccia”; ti piaccia o meno, ti rimane impressa, non puoi dimenticarla, esattamente come dovrebbe essere un marchio.»

«Il sistema di icona, invece, è iniziato per gioco ed è poi diventato molto più esteso. Ho scelto il font Neutra, con anima retro e nato per la stampa,  e con tanta fantasia scoprivo che combinando i caratteri nascevano personaggi famosi e non: di fantascenza, mitologici, indiani, rock stars e tanti, tanti animali; tutti  appartenenti ad una famiglia, ma ognuno con la sua personalità e espressività… Lo sapevate che con V v ( . £ C ‘ . potete fare il ritratto di Marylin? E che con ” G 3 + 8 ( V – ” potete delineare una faccia di elefante?»

«Allo stesso modo sono nate le sculture in carta. Le creature prendono forma pezzo dopo pezzo, anche in base ai materiali a disposizione. Quattro lattine di birra potrebbero diventare le gambe di un elefante… e allora, perché buttarle?»

«Gli stimoli primordiali nascono dai disegni precolombiani, dal cubismo, dai tatuaggi, dalla street art e da tutto ciò che mi circonda e che riesce a catturare la mia attenzione. Non cerco l’ispirazione, le immagini fluiscono dalla penna e scorrono sulla carta o si traducono in sculture; i ricordi, belli e brutti,  le cose che mi piacciono o che mi terrorizzano, la canzone che sto ascoltando o il film che ho appena visto… tutto finisce dentro la pancia della balena, metafora del mio universo.»

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