FASHION
* BERNHARD WILLHELM

by Shedonism

Quest’anno Tarzan va un casino!

Photo by Juergen Teller

Bernhard Willhelm è un elefante in una cristalleria: dirompente. Nasce a Ulm, piccola cittadina della Baviera, in una villetta con un giardino pieno di piantine carnivore, prima forma di fascinazione quasi perversa del designer per una forma di vita.

Se l’istinto è la caratteristica comportamentale che più facilmente si attribuisce agli animali, Willhelm ne rappresenta l’incarnazione umana. Lui, un bestione palestrato che non disdegna il farsi ritrarre nudo, o il girare come mamma lo ha fatto nei locali che lo consentono, come ha dichiarato tempo fa in un’intervista per Hint Magazine, genio indipendente in grado di partorire idee folli ma d’impatto.

Durante gli studi alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Willhelm assiste stilisti come Alexander McQueen, Vivienne Westwood e Dirk Bikkembergs, ma mai catena ha fatto buon cane, nel 1999 quindi, decide di intraprendere un suo percorso nella moda con il marchio anonimo. La prima, destabilizzante, sfilata si svolge a Parigi e il pubblico rimane affascinato dalle sue visioni dissacranti, in cui gli stereotipi sociali e umani venivano totalmente masticati e sputati sottoforma di capi dalle forme esagerate.

Willhelm non vende bellezza, eppure affascina con il suo carisma che si spinge oltre il limite, come quella volta, nel 2008, quando chiamò il pornodivo francese Sagat a presentare la sua collezione primaverile in uno shooting. Il motivo? Portare davanti all’obiettivo la piena padronanza e coscienza del proprio corpo, contro le timidezze e insicurezze che portano la maggior parte delle persone a celarsi dietro abiti che parlano il linguaggio delle convenzioni. E chi, più di un attore che ha fatto del suo corpo nudo motivo di successo, poteva rappresentare questo messaggio?

Disgustoso, imbarazzante, sublime, il lavoro dello stilista di Ulm tocca il mondo femminile ma anche quello maschile, che negli ultimi anni ha ricevuto un’attenzione particolare. La collezione uomo autunno/inverno 2012/2013 è un’incursione nelle leggende tribali, un trionfo di tratti, stampe e caratteristiche bestiali che si legano insieme creando un look bizzarro, urlato. Troppo? Come diceva un saggio proverbio: «Attenti al cane che tace, non a quello che abbaia».

WEB* www.bernhard-willhelm.com