INTERVISTA
* JASPER JAMES

by Picame

Ho in testa Tokyo, Pechino, Singapore, Shenzhen e Shanghai…

Le città sono le persone e le persone sono le città. La città ti spiazza, se non la prendi nel modo giusto. Ti inebria con la sua vitalità e ti deprime con i suoi silenzi. La vivi, la senti dentro, ti senti parte di essa, compagno vicino e lontano del suo essere.

Jasper James ha lavorato e vissuto in alcune delle metropoli più affascinanti del mondo. Agglomerati urbani diversi a tal punto l’uno dall’altro da assomigliarsi, quasi. In questi luoghi e in altre parti del mondo ha immortalato attimi di vita, piccole storie con grandi protagonisti: le persone. Quando ho visto per la prima volta la raccolta City Silhouettes ho provato un senso di smarrimento e vertigine, ma anche di libertà e di vitalità. E visto che qui ci piace andare a fondo nelle cose ho voluto saperne di più. DATE*HUB meet Jasper James.

Ciao Jasper, benvenuto su DATE*HUB. Da quanto tempo fai il fotografo professionista? Qual’è il tuo background?
Ho iniziato a fare il fotografo circa 14 anni fa. Da allora ho lavorato per riviste, moda, agenzie. Ho seguito un corso di laurea in fotografia presso l’L.C.P. di Londra nella metà degli anni novanta, poi per alcuni anni ho fatto l’assistente fotografo a New York prima di mettermi in proprio.

Che macchina fotografica utilizzi?
Principalmente Canon 5d, Nikon d300 e Hasselblad H3D.

Hai vissuto a Londra, New York e Pechino. Dove ti sei sentito più “a casa” e perché?
Mi sono spostato parecchio negli ultimi 15 anni, New York, Londra, Tokyo, Pechino. Mi sento a casa praticamente in ogni grande città, mi ambiento con facilità e mi piace spostarmi. Credo di non essermi mai sentito troppo legato ad un luogo in particolare, ciò aiuta quando è necessario spostarsi e ricominciare da capo in un altro posto.

Qual’è il tuo rapporto con la metropoli?
Amo l’energia, la varietà, gli stimoli offerti dalla metropoli.


Parlaci di City Silhouettes, da dove nasce l’ispirazione? Che tecnica hai utilizzato per ottenere le immagini?
City Silhouettes è nato giocando con la macchina fotografica, utilizzando pellicola e digitale e lavorando con la doppia esposizione. Volevo scattare alcune foto stratificate provando ad unire due immagini, un ritratto e una foto del paesaggio urbano. Ho iniziato a Tokyo, che ha un panorama incredibile con un sacco di edifici molto alti, su alcuni dei quali ci sono dei punti di osservazione aperti al pubblico. Così ho cominciato a giocare con i ritratti delle persone unendoli con quelli della città in modo da ottenere immagini con entrambi i soggetti. È successo per caso, dopo diversi errori e svariati tentativi per ottenere il giusto effetto. Penso che il progetto abbia funzionato e abbia avuto una buona risposta perché le immagini sono abbastanza ambigue e aperte a essere lette in vari modi, ad esempio come riflessione sulla crescita della popolazione o sul rapporto tra gli individui e la città in cui vivono. Visto il successo della serie ho cominciato a scattare in altre città tra cui Shenzhen, Singapore e Shanghai.

Utilizzi il computer? Se sì, per cosa e quanto influisce sul tuo lavoro?
Uso il computer solo per sistemare i colori, i contrasti, ecc. Generalmente cerco di avvicinarmi il più possibile all’immagine finale già al momento dello scatto. A volte, nel caso di lavori particolari, il computer riveste un ruolo più importante.

Dove ti porterà il tuo prossimo viaggio?
Non ne sono sicuro. Probabilmente Shanghai o Londra. Di solito viaggio un paio di volte al mese, a seconda del lavoro che devo realizzare.

WEB* www.jasperjames.co.uk