INTERVISTA
* THE WEIRD GIRLS

by Modalità Demodè

Kitty Von-Sometime, le sue Weird Girls e il paesaggio anamorfico dell’Islanda…

The Weird Girls Project è una performance di un giorno che coinvolge alcune ragazze ordinarie in un esperimento in divenire, un antidoto alla comune concezione del corpo femminile. Attraverso una serie di episodi, ognuno dei quali prevede uno studio di mesi, le donne coinvolte sono filmate in una sorta di happening in cui tutto è lasciato alla spontaneità e all’improvvisazione. Nessuna di loro, nella maggior parte dei casi, è attrice o modella, nessuna ha coscienza delle azioni che eseguirà fino al giorno della performance, conoscono soltanto la data dell’evento e i costumi che indosseranno per il video o lo shooting fotografico.

Il concept di questa azione, che ha ottenuto un notevole successo virale, è a cura di Kitty Von-Sometime, una giovane artista inglese trapiantata in Islanda. Proprio questo paese ha condizionato il suo pensiero portandola a sperimentare un progetto sofisticato e colto, inizialmente in maniera del tutto amatoriale, e successivamente sviluppando numerose collaborazioni con musicisti, costumisti e registi internazionali.

L’Islanda è uno dei pochi paesi, ancora oggi, dalla natura incontaminata e affascinante per i forti contrasti che caratterizzano la sua condizione di continua trasformazione, ribolle di acque calde e magma all’interno, mentre il territorio esterno è coperto da calotte polari.
Il lavoro di Kitty Von-Sometime è stato definito Out of the comfort zone and into the fire, data la sua origine nella cosidetta terra del fuoco e del ghiaccio in cui iceberg, profondi fiordi e canyon dominano il panorama, sorgenti d’acqua e geyser spingono in alto i loro getti idrici, vulcani in piena attività generano immense e desolate distese di lava scura creando un ambiente così suggestivo come nessun altro , considerato come l’unico luogo della terra in cui le forze della natura convivono in maniera così vitale e libera dal controllo umano.


Le donne coinvolte in The Weird Girls Project diventano un unico organismo nella totalità del gruppo: solitamente non si conoscono prima, hanno età diverse e provengono da ambienti diversi. Sono attrici, modelle, professioniste o casalinghe che interagendo tra di loro esplorano e alimentano i meccanismi dell’autostima a livello sociale, nella relazione con il proprio corpo e con quello degli altri.


In quattro anni il progetto ha visto la nascita di ben 15 episodi, messi in scena quasi esclusivamente a Reykjavík, e di altri 3 progetti speciali (due dei quali realizzati rispettivamente in Cina e in Messico). Kitty studia solitamente una coreografia ad hoc con costumi e trucchi spesso inaspettati e partecipa quasi sempre all’azione, in molti casi guida l’happening. E’ una sorta di gioco, attraverso il quale donne comuni che non si conoscono si spogliano delle proprie inibizioni e possono esprimere se stesse liberamente, senza limitazioni o paura di essere giudicate, lo dimostra l’episodio 15 Beauty is only skin deep, nel quale l’artista indaga, e critica in maniera abbastanza cruda, il tema della chirurgia estetica e degli aspetti psicologici ad essa legati.

Ci ha molto colpito l’episodio 11 che rappresenta la vera sfida del corpo: nessun costume, l’armonia delle nudità umane si muove a tempo di musica, composta da Olafur Arnalds, tra gli arbusti e l’erba bagnata di rugiada, il miracolo della vita alimenta la linfa che ci unisce in un comune percorso verso un ritorno alle origini, a noi.

Ricercata e affascinate la ricerca d’immagine concessa dalle meravigliose vedute spaziali nell’episodio 13 che ha avuto un tempo di realizzazione molto lungo poichè è stato filmato nelle propaggini e addirittura all’interno del vulcano Þórsmörk!

Abbiamo rivolto alcune domande all’artista Kitty Von-Sometime autrice del progetto.

Perché The Weird Girls Project è nato in Islanda? Esiste qualche relazione tra la cultura di questa terra e il desiderio di essere “weird”?
Questo progetto è nato in Islanda perché vivo qui. Cosa sarebbe accaduto se avessi vissuto altrove non è possibile saperlo. Ma vivere in Islanda mi ha permesso di raggiungere un alto livello di creatività, perché qui ci sono molti giovani creativi. Puoi chiedere consigli, collaborare su più livelli e sentirti continuamente ispirata.
Gli islandesi non pensano di essere “weird”. Potrebbe sembrare, data la popolarità di personaggi eccentrici come Björk e i Sigur Rós. Anche le condizioni metereologiche estreme e il passaggio dalla luce al buio possono risultare bizzarre. Ma in fondo per gli islandesi è la norma, la loro casa.

“Weird” in inglese può assumere vari significati. Cosa significa per te?
Il titolo del progetto è venuto fuori prima che di prendere realmente forma. Era semplicemente un modo per esprimere qualcosa che fosse fuori dalla norma. Devo ammettere di non amarlo particolarmente. Nella lingua inglese ci sono molti aggettivi che potrebbero rispecchiare meglio il contenuto del progetto, ma per gli stranieri è assolutamente più semplice e facile da capire.

Perché ami il tessuto spandex?
Ti sfido a correre per un giorno vestita da capo a piedi in spandex e a non divertirti!

Il progetto riguarda le problematiche legate al corpo. Puoi spiegarci meglio quali sono queste problematiche? E come il progetto e la scelta del formato video aiutano a risolverle?
Questo progetto ha obiettivi che non necessariamente si concentrano sul corpo, ma piuttosto sulla fiducia intesa nel suo complesso. Lo scopo è quello di coinvolgere, scaraventando le donne in situazioni per loro “anomale”. Per esempio, stare davanti a una telecamera, incontrare e fidarsi di persone sconosciute, esprimere i propri pensieri o rivelare il sè, la propria immagine in misura maggiore rispetto a quanto siano abituate a fare. Anche qui infatti entra in gioco il tessuto spandex.
Il formato video è stato scelto sia per la specificità del mezzo con il quale amo esprimermi artisticamente, ma anche perché consente alle donne di vivere quel giorno nella sua totalità e di perdersi in esso e retroattivamente vedere quello che hanno fatto e sentito a livello emozionale. Consente loro di prendere atto di quello che hanno vissuto e allo stesso tempo di vederlo oggettivamente, con gli occhi di qualcun altro.

WEB* www.theweirdgirlsproject.com • www.weirdgirlsprojectfilm.tv
La foto in home è di Katín Ólafsdóttir