FASHION
*STREETSTYLE

by NSSmagazine

Facciamo un gioco: assegnate la città di appartenenza ad ogni persona fotografata nel servizio. Buon divertimento!

Quando più di quattro anni fa, sulla scia del successo dei blog di streetstyle e cool hunting the Sartorialist di Scott Schuman e Stockholm street style su tutti, decidemmo di catturare i migliori outfit per le strade della nostra metropoli, la ricerca del trend cittadino risultava essere la linea guida per ogni fotografo attento, disciplinato e capace. Infatti nella fase iniziale, che poi ha visto il boom delle foto street style, il fare cool hunting, ovvero il sentire prima di qualcun altro il cambiamento tanto da essere capaci di catturarlo e di mostrarlo ad altri, era strettamente legato al contesto e al luogo dove i fotografi si muovevano ed agivano. Quindi era facile riconoscere delle foto provenienti da New York invece che da Milano o ancora di più da Tokyo, che forse sono le uniche che cercano ancora di fare storia a se, perché ognuna conservava e mostrava l’ambiente e lo spazio in cui nascevano.

In altri termini facilmente inquadravi da alcuni tratti stilistici dominanti la persona scattata a Milano rispetto a quella scattata a New York o a Parigi. Per assurdo il registro stilistico, la presenza o meno di un trend erano più determinanti per capire la provenienza dello scatto. Ora tutto questo sembra non esistere più, il 2.0 ha accelerato la diffusione e quindi diminuito la vita di una tendenza, il confine tra avanguardia futura e trend presente è diventato sottile, effimero ed abbattuto in partenza. In questo modo quello che poteva nascere a Tokyo, ad esempio, e svilupparsi in un secondo momento o a Milano o Parigi, può nascere in contemporanea in tutte e tre le città e morire nello stesso frangente.

I confini stilistici e i contesti di azione di un trend, di un must have, già si erano ampliati in seguito alla globalizzazione, ma la rivoluzione digitale ha dato il colpo di grazia, annientando del tutto il loro essere circoscritti a una sola area e garantendo uno sviluppo veloce e immediato. Inoltre il capovolgimento del sistema piramidale moda a favore delle influenze a partire dalla strada hanno chiuso il cerchio: tutto corre alla velocità del click, non solo fotografico, tutto è alla portata di tutti e potenzialmente facilmente raggiungibile. Per questo le strade di Parigi comunicano con quelle di Londra passando per quelle di Copenhagen, raccontando e mostrando più o meno sempre la stessa storia: la città dove si vive smette di influenzare, il mondo (web) diventa lo specchio dove guardare.

Foto di: So Jin Park – Sara Reverberi – Julien Boudet – Mattia Arioli – Eleonora Carisi – Vincenzo Schioppa