A SHOOT WITH D.A.T.E.
* THE WINNER!

by D.A.T.E.

Intervista a Francesco Coia Tudor, vincitore del concorso A Shoot with D.A.T.E. e fotografo della collezione D.A.T.E. A/W 2012-13.

Di Francesco Coia Tudor ne abbiamo già parlato qualche tempo fa su DATE*HUB visto che, insieme ad altri talentuosi cinque fotografi, ha partecipato al nostro contest fotografico A Shoot with DATE… e voi direte: «E adesso perché ci ritorniamo sopra?»… perché con 1.750 voti Francesco ha scartato gli altri cinque piazzandosi per direttissima al primo posto e diventando il fotografo ufficiale della campagna D.A.T.E. Autunno-Inverno 2012/2013! Ecco i primi scatti della campagna:

Francesco, è un giovanissimo (22 anni) fotografo autodidatta che a un certo punto della vita, come lui ci ha rivelato tempo fa, ha avuto un vero e proprio coup de foudre per la fotografia, dalla quale non si è più disinnamorato nonostante i 10.000mila interessi che ancora oggi coltiva.

Per i suoi scatti trae maggiormente ispirazione, oltre che dalle persone, dal cinema e dalla musica, per questo abbiamo deciso di fargli, oltre a quelle di rito, un paio di domande sui generis

Partiamo con le domande più seriose, parliamo un po’ di cosa ha significato per te l’esperienza di A Shoot with D.A.T.E. e poi raccontaci come sono andati i giorni degli scatti per la Campagna vera e propria.
È stata una bella esperienza, l’occasione di poter lavorare con dei professionisti seri e allo stesso tempo piacevoli e simpatici non è cosa che capita spesso di questi tempi. È stata una bella prova, il tutto si è svolto in tempi brevissimi (una giornata di lavoro a Firenze e una a Torino) dove tutti hanno fatto il loro lavoro impegnandosi al massimo. A partire dalla mia collega Paola Lesina (con cui ho partecipato al contest e con cui regolarmente lavoro) che ha fatto un ottimo lavoro con lo styling pur avendo davvero poco tempo, ai ragazzi di D.A.T.E. che si sono adoperati con le location e ci hanno fornito tutto l’aiuto e la collaborazione di cui avevamo bisogno, ai modelli che si sono dimostrati super collaborativi e seri.

Trai ispirazione dalle persone, e si vede, ma al contempo ami anche fotografare tutto ciò che è segno/icona/simbolo… Per questo ti chiedo Terry Richardson o William Klein?
È un paragone/scelta abbastanza impossibile. Sono due innovatori, entrambi a loro modo, due professionisti che hanno cambiato le regole del gioco, ma trovo difficile metterli sullo stesso piano, associarli. Ti posso dire che di Klein mi ha sempre lasciato a bocca aperta la naturalezza con cui qualsiasi cosa facesse potesse diventare così armoniosamente fluida e d’impatto. Di Richardson invece mi ha sempre colpito il suo saper modellare la semplicità fino a farla sembrare qualcosa di assurdo e tremendamente interessante.

Quale città ti entrata maggiormente sottopelle?
Sicuramente Berlino. Sono amante della storia, della musica, dei movimenti culturali e dei forti contrasti. A Berlino tutto questo è amplificato, c’è una magia davvero particolare, indescrivibile a parole. Poi c’è Barcellona, che è come se fosse la mia seconda casa. Indubbiamente anche Parigi mi ha regalato davvero molto “materiale emozionale” su cui lavorare ed è la città dove spero che il mio lavoro mi porti a trasferirmi in un futuro.

Quattro film che salveresti senza ombra di dubbio se arrivasse l’apocalisse? E perché?
1) L’odio – 2) Edward mani di forbice – 3) Memento – 4) Naturalmente un qualsiasi film porno.
L’odio perché è un capolavoro della narrazione moderna e ha una direzione della fotografia che definire geniale sarebbe riduttivo. Edward mani di forbice perché è l’opera in cui Tim Burton riesce meglio a creare e rappresentare un equilibrio tra paranoia e sentimento. Memento perché è stato concepito dalla mente malata/geniale di Christopher Nolan. Un qualsiasi film porno perché sono un’invenzione assolutamente degna di stima.

Immagina di stare su un set fotografico, e stai ascoltando della musica… Ci regali una tua playlist ideale per una sessione di scatti?

È una playlist molto “lunatica” lo ammetto, ma quando scatto io non me la passo un ca**o bene! (Scusate il francesismo…)

(S.F.V.)