INTERVISTA * SOVRAPPENSIERO
DESIGN STUDIO

by Modalità Demodè

«C’è almeno una strada che si fa sovrappensiero»… coi piedi per Terra!

I progetti di Lorenzo De Rosa e Ernesto Iadevaia, Sovrappensiero Design Studio, superano i limiti della forma spaziando dall’arte al design, volando alti verso la libera sperimentazione. I loro lavori hanno una linea comune, un pensiero sottointeso definito da un lessico poetico che si arricchisce giorno dopo giorno di nuove terminologie nel costante desiderio di esprimere, anche nelle produzioni seriali, un sentimento, un ricordo per sognare, per amare.

Sovrappensiero, un nome e un logo che rivelano la filosofia dei vostri progetti. Come nasce questo connubio creativo?
I nostri progetti sono fatti di forme e materiali spesso ridotti al minimo, per dare spazio a una dimensione intangibile. Ogni oggetto può raccontare una storia e rimandare a mondi altri, farci viaggiare nel tempo, nei nostri ricordi o nello spazio facendoci rivivere sensazioni di altri luoghi. Diamo quindi molto peso al contenuto immateriale delle cose, è un qualcosa che dura più a lungo e rende gli oggetti magici.

Alcuni dei vostri lavori più interessanti nascono da una ricerca emozionale profonda, senso e sentimento si ritrovano al centro della vostra produzione. Come si esprime questo collegamento con il design?
Gli oggetti di cui ci circondiamo sono come dei portali in grado di aprire i cassetti della nostra immaginazione e del nostro IO. Possiamo paragonarli alle poesie, concedeteci questa visione romantica del lavoro. Forma e materia sono le parole che messe in fila danno il senso: la funzione. Nella poesia però c’è dell’altro: la composizione, le metafore, il suono delle parole, elementi che possono toccare delle corde che vanno oltre il senso comune e generano emozione. Quando progettiamo cerchiamo sempre di essere più vicini alla poesia che alla prosa.

Siete rimasti nella memoria con un progetto di ricerca unico e molto innovativo legato ai non-vedenti. Raccontateci le fasi di studio e realizzazione.
Design for blind people oltre ad essere il progetto “icona” dello studio è anche il primo lavoro che abbiamo realizzato insieme e che ha dato vita al Sovrappensiero design studio.
I cinque prototipi presentati nel 2008 al Salone Satellite sono nati dalla voglia che avevamo entrambi di voler realizzare dei prodotti per non vedenti, di porci una sfida nel realizzare oggetti senza utilizzare l’estetica visiva e lavorando solo sugli altri sensi. Nel 2007 ci siamo trasferiti a Milano dove abbiamo iniziato a studiare il tema “non vedenti” sperimentando nuovi materiali, come il sapone, leggendo libri in merito all’argomento e incontrando persone ipovedenti e cieche. Il risultato è stato molto soddisfacente, non è stata una sfida semplice ma siamo riusciti ad ottenere un buon risultato che ha dato successivamente il via alla nascita del nostro studio di design.

Aspirazioni future, progetti per il prossimo anno.
Nell’ultimo anno abbiamo ottenuto una importante crescita professionale e questo ci spinge a continuare ad insistere sulle scelte che abbiamo perseguito fino ad ora. Il 2012 è ancora in corso ma il bilancio di questo primo semestre è positivo: oltre ad avere dei nuovi progetti in cantiere abbiamo condotto il workshop AnatoMY “un’ampia riflessione sul corpo e sul rapporto tra forma umana e corporeità” organizzato da OniricaLab.
Insegnare è stata un’esperienza molto interessante sia dal punto di vista professionale che umana. Porci per la prima volta dal lato della cattedra è stato emozionante e allo stesso tempo stimolante per entrambi, professori e studenti.
Ci piacerebbe molto nel prossimo anno riuscire ad avere altre occasioni simili, sono un ottimo modo per prendere una pausa dal lavoro in studio e ottenere un confronto diretto con persone che condividono la stessa passione.

Cosa hai visto e cosa ti ha incuriosito di questo Salone 2012?
Durante il Salone del Mobile di Milano sostanzialmente si può assistere a due tipologie di esposizioni: gli oggetti in mostra, che ci interessano poco perché sono oggetti tenuti insieme dal nome dell’azienda, e le mostre di oggetti ovvero oggetti realizzati appositamente o selezionati e scelti per  indagare le molteplici sfaccettature di un unico tema principale.
Alcuni esempi di questo tipo di presentazioni si sono susseguite durante la scorsa edizione: il processo industriale approfondito dalla mostra di Tom Dixon al museo della Scienza e della Tecnica, con un taglio estremamente didattico ha mostrato le numerose possibilità della tranciatura a controllo numerico. La seconda tipologia ha invece un oggetto come topic di riferimento, stiamo parlando di Fare Lume al Poldi Pezzoli, un percorso espositivo sulla candela attraverso 60 opere di artisti e designer. La mostra il piccolo designer in triennale curata da Marco Ferreri metteva in scena i percorsi logici e i piccoli passi per creare qualcosa che manca alla quotidianità. Infine una legge della fisica: HEAD Genèveinverse everything con una mostra-laboratorio in cui gli studenti dell’Istituto Svizzero hanno provato ad alterare, rompere e invertire le classiche leggi newtoniane del nostro mondo.

Quale designer o azienda sentite più affine alla vostra metodologia di pensiero?
Non è facile riuscire a trovare un’azienda da subito affine al proprio metodo progettuale. Il rapporto che si instaura tra designer e azienda è spesso sostenuto da piccoli compromessi, c’è bisogno di riuscire a trovare dei punti in comune e tradurli nel prodotto giusto per entrambi. Stiamo collaborando con diverse aziende in questo periodo e con tutte stiamo cercando di trovare il perfetto equilibrio, la ricetta per realizzare prodotti che siano il linea con il nostro pensiero; è una sfida delicata, da “equilibrista”, è necessario riuscire a camminare dritti al centro senza esporsi troppo.

Sovrappensiero Design Studio in un Pin.

Con la testa per aria, un po’ sovrappensiero! Creatività e sregolatezza, siete così anche nella vostra vita?
Siamo sovrappensiero quando siamo talmente affascinati da un’idea che non riusciamo a toglierci dalla testa. È una bellissima condizione ma è fondamentale di tanto in tanto dimenticare quello che ci hanno insegnato e infrangere le proprie regole per trasformare i messaggi nascosti tra le pieghe del nostro mondo in universi fantastici, rarefatti e immateriali come le nuvole.

Sovrappensiero Design Studio nasce a Milano nel 2007 dal sodalizio creativo di due giovani product e furniture designer, Lorenzo De Rosa ed Ernesto Iadevaia, casertani di origine e attratti dalle nuove sfide contemporanee. Presentano al Salone Satellite il loro primo innovativo progetto “Design for blind people” e da allora seguono un percorso di sperimentazione continua. Riconosciuti tra i designer emergenti più interessanti del panorama italiano, aprono la strada a collaborazioni con diverse aziende, Mamoli robinetteria, Benetton, Horm, Corraini, Manerba con cui hanno realizzato il progetto di ricerca Office+Retrofit che partecipa all’ADI Design Index per l’assegnazione del prossimo Compasso d’oro. OFFICE + RETROFIT è una collezione di mobili, nata da un intervento di recupero per riutilizzare le giacenze degli arredi da ufficio: ripensare ad una nuova funzionalità e reinterpretare i prodotti a livello estetico e formale, customize your space!

WEB* www.sovrappensiero.com