INTERVISTA
* MARIE LIMKILDE

by Polkadot

In una vasca colma d’acqua si nasconde un segreto…

La prima volta che ho guardato il videoclip del brano A Dark God Heart di Sleep Party People, ho provato una sensazione di angosciante voyeurismo. Una ragazzina in maschera subacquea gioca su una vasca da bagno ricolma d’acqua. Dei vestiti ne coprono il bordo e poi l’inaspettato: una giovane donna nuda appare esanime sul fondo della vasca. Fino alla fine del video è difficile comprendere se la bionda ragazzina è cosciente di ciò che accade e il suo tentativo di salvataggio della povera malcapitata non risolleva gli animi dall’idea di un atto di omicidio (forse fratricidio o matricidio?).

Marie Limkilde, seppur ancora una giovanissima video maker danese, sembra aver già raggiunto una piena maturità artistica grazie ai suoi sofisticati videoclip. Qui, giovani donne vengono immerse in atmosfere oniriche, al limite tra il sogno e la realtà. Abbiamo provato a scoprire il suo mondo con alcune domande.

Sei molto giovane e hai già partecipato a numerosi festival e lavorato con importanti band della scena musicale underground, tra cui gli Sleep Party People per cui ha realizzato due video clip. Come è nata questa collaborazione e come hai scelto di sviluppare il progetto?
Ho scoperto che era molto naturale per me esprimermi attraverso il linguaggio visivo quando ho ottenuto la mia prima macchina fotografica con funzione video a 14 anni. Ho iniziato a girare dei brevi video e degli esperimenti visivi e tutto si è sviluppato da lì. La collaborazione con Sleep Party People è iniziata in realtà per coincidenza. Ero piuttosto scossa e commossa dalla loro musica durante il live al Roskilde Festival del 2010. Subito dopo il concerto mi sono imbattuta casualmente in Birian Batz in persona (l’uomo dietro il progetto Sleep Party People), mi sono avvicinata a lui e gli ho parlato del mio lavoro. È iniziata, così, una corrispondenza e-mail e qualche mese dopo, quando l’idea e il concept di I’m Not Human at All hanno iniziato a prendere forma, è stato naturale per noi iniziare la collaborazione e girare un video musicale insieme. Collaboriamo da allora.

Le scene di A Dark God Heart e I’m Not Human at All sono di forte impatto. Qui l’acqua costituisce l’elemento predominante. Perché hai scelto di immergere i tuoi personaggi in un’ambientazione “liquida”?
In I’m Not human at all l’elemento naturale è stato collegato al tema dell’essere un nascituro. L’acqua ha contribuito molto, visivamente parlando, mi piace la sua sensualità. Ci sono mistero e magia in essa e inoltre può essere calma, amichevole e incontrollabile nello stesso momento.

I protagonisti dei tuoi video sono spesso giovani donne o bambine alla scoperta di sé. Quanto c’è del tuo mondo in quelle figure?
Ritengo che tutti i protagonisti dei miei film includano le caratteristiche che in qualche modo fanno parte di me. È molto difficile da esprimere, perché quando nasce un’idea in te non è semplice spiegarla. È semplicemente una sensazione, una storia o un’immagine che riesce a catturarti e a intrigarti. Non è spiegabile al momento della realizzazione, ma riguardandomi indietro conferisce senso a ciò che ho personalmente vissuto. Ora, ad esempio, ho realizzato che l’identità e la vulnerabilità sono dei temi che riemergono nelle cose che faccio e nelle cose che mi ispirano.

Vivi  in Danimarca. Quanto il tuo lavoro è influenzato dal tuo paese di provenienza?
È difficile rispondere a questa domanda. Sono particolarmente ispirata dai video musicali, ma questo format è ormai globalizzato grazie ad Internet e non è più legato a una Nazione. Però, apprezzo molto i registi scandinavi come Lars Von Trier, Runar Runarsson, Dagur Kari and Martin de Thurah e ho scoperto di essere particolarmente ispirata dalla tradizione cinematografica nordica che è spesso caratterizzata da un tono malinconico e da una sottile narrazione.

Qual è il tuo rapporto con la musica? Cosa ti piace ascoltare?
Vivo un rapporto stretto con la musica. È ciò che mi ispira. Mi piace la musica sperimentale e intima e che va a unisono con il paesaggio sonoro come in Sleep Party People, Einar Stray, Beach House or Mercury Rev. Ascolto, inoltre, artisti più estroversi o acustici come Bon Iver, Angus and Julia Stone, Alexander Ebert and Cults.

WEB* www.marielimkilde.com
Intervista di Federica Sfregola