INTERVISTA
* DANIEL BALDA

by Polkadot

Ghiaccio, onde, flutti, gocce, maree, acqua: i mille volti di un solo elemento.

Donne immerse in fondali marini come statue greche dimenticate dal tempo. Onde impetuose e travolgenti. Paesaggi glaciali raschiati dal vento. Insomma, l’acqua in tutte le sue forme. Il fotografo argentino Daniel Balda sceglie i paesaggi marittimi come set naturale per i propri scatti,  segno del suo amore per questo elemento.

L’estrema libertà comunicata dalle sue immagini traspare nell’abbandono alle profondità dell’oceano. Qui, la solitudine, il silenzio e la mancanza di respiro costruiscono un rifugio, isolato da ciò che è fuori, da ciò che è emerso. Solo la lieve luce naturale che filtra dalla superficie riesce, però, a ricordarci da cosa si fugge. Gli abbiamo chiesto da dove proviene la sua ossessione per l’acqua. Daniel ci ha parlato del surf.

Come è nata la tua passione per la fotografia?
La mia passione è iniziata quando ho capito che la fotografia avrebbe potuto registrare la mia vita, i miei viaggi e le cose intorno a me.

Nei tuoi scatti, la natura è la protagonista. A volte rappresentata dalla forza del mare (come in Waves), altre dalla maestosità delle sue forme (come in Glacier). Cosa ti affascina di questo soggetto?
Ciò che mi affascina della natura è la sua imponente maestosità, la sua forza, la sua continua trasformazione.



In Sparkling, come in molti altri tuoi progetti, i corpi delle donne si abbandonano all’acqua come statue greche protette dagli abissi del mare. Questo elemento ricorre spesso nelle tue fotografie. Perché l’acqua è così tanto fonte d’ispirazione per te?
Sono cresciuto vivendo in una città sul mare e il mio amore per l’acqua è iniziato da giovane, quando ho scoperto il surf. Per alcuni anni, questo è stato al centro della mia vita. A un certo punto, tra i 24 e i 25 anni, ho cambiato la mia tavola da surf con una fotocamera per trascorrere quasi tutto il giorno fotografando i surfers e le onde per varie riviste. Più tardi, vivendo in alcune città sul mare ma prive di onde, ho realizzato le mie serie subacquee come tributo all’acqua.

Quale attrezzatura utilizzi per i tuoi scatti fotografici?
Da 5 anni, per la ristrettezza di deadlines e budget per lavori editoriali o commerciali, uso solo attrezzatura digitale, come Canon EOS 1 Marc IV, lenti da 16 mm a 200 mm e waterhousing. Comunque, continuo a utilizzare un’incredibile attrezzatura analogica di Mamiya 67 e 647 con le loro lenti.

La tua fotografia ideale?
La mia fotografia ideale è la perfetta combinazione di luce, composizione e punto di vista personale. Nella fotografia artistica ci aggiungo il buon concept.

Esiste un soggetto che tu non abbia ancora immortalato nelle tue fotografie?
Troppi…

WEB* www.danielbalda.com
(intervista di Federica Sfregola)