INTERVISTA
* DAVID SENA

by Siriana F. Valenti

Metti un pomeriggio afoso a New York con un tatuatore e la sua passione per il fuoco.

Nella frase «Don’t play with me ‘cause you play with fire» si potrebbe racchiudere tutto il senso della vita per David Sena.

David nasce in Texas, sotto il segno dei gemelli, trentasette anni fa. Sin da piccolo ha una passione che l’ossessiona e fa diventare matti i suoi genitori, il Fuoco. A ventidue anni si trasferisce a New York e inizia la sua carriera di tatuatore. Ma la passione per il fuoco non si estingue tanto facilmente; utilizzando materiali pirotecnici David inizia a “bruciare” metri di carta pregiata dando vita a fenici infuocate, teschi incandescenti, serpenti che ardono e spirali di cenere.

Abbiamo avuto l’occasione di conoscerlo personalmente nell’Agosto del 2005, in una canicolare New York, quando fa talmente caldo che i tacchi delle scarpe si fondono con l’asfalto. Prima di allora ci eravamo solo scritti via mail, e  quando ci siamo ritrovati davanti questo ragazzo dal volto perfetto da nativo americano che ci guardava dall’alto del suo metro e novanta (forse un po’ di più), siamo rimasti sorpresi dalla sua limpida e aperta accoglienza. Dopo il nostro primo tatuaggio firmato Sena, si è instaurata una sorta di fratellanza transoceanica che, nonostante le distanze, ci permette di seguire ormai da anni i reciproci progressi lavorativi… e non solo.
In questa intervista parliamo con lui di fuoco, tatuaggi e New York.


Da dove nasce la passione per il fuoco? E quando hai iniziato a sperimentarlo a livello artistico?
Nasce da lontano, da piccolo ero una specie di mini-piromane. Non ricordo esattamente se a quattro o a cinque anni ho iniziato a sperimentare con il fuoco bruciando per la prima volta della carta nel cestino della mia cameretta. E nonostante le ripetute rappresaglie da parte dei miei ho continuato nel tempo a nutrire questa passione. Passavo ogni estate nel ranch dei nonni in New Mexico, che praticamente è al centro del nulla più totale e per raggiungere la prima città più vicina ci metti 45 minuti di macchina. Ogni 4 luglio, i nonni, mi portavano al negozio di fuochi d’artificio e passavo ore e ore estasiato a toccare e guardare tutte quelle scatolette colorate. Così la passione per il fuoco è cresciuta insieme a me accompagnandomi durante tutta l’adolescenza e non si è mai veramente estinta.
Durante il secondo anno all’Accademia d’Arte la mia ricerca era concentrata sul trovare nuovi modi per lasciare dei segni indelebili su carta, per un compito in particolare realizzai un autoritratto bruciando la tavola con l’accendino modulando la pressione per creare diverse zone di ombra e luce… Quello fu il vero start up che mi portò a indagare il mondo del cosiddetto fire drawing.
Traendo ispirazione dalle esperienze dell’infanzia mi venne l’idea di recuperare dei fuochi d’artificio e accenderli su un pezzo di carta, me ne andai così a Chinatown (qui a New York) e comprai un bel po’ di fuochi per dar vita a questo esperimento. Dopo il primo tentativo mi resi conto che il risultato corrispondeva perfettamente a quello che avevo in testa e da lì non ho mai smesso di usarli.

I tuoi primi lavori sono stati caratterizzati dal tema della circolarità, il simbolo della spirale ricorreva continuamente. Poi hai iniziato a introdurre degli elementi più affini al tuo background da tatuatore. Penso alla Tigre, realizzata due anni fa in occasione di Roma. The Road to Contemporary Art al MACRO, e penso ai teschi realizzati nella tua ultima personale a Como. Cosa si cela dietro questa transizione?
Il mio lavoro è sempre stato indirizzato verso l’Astrattismo ma facendo il tatuatore di professione mi muovo necessariamente anche nel campo dell’illustrazione. I tatuaggi e i fire drawings hanno sempre avuto due vocabolari differenti, se pur in alcuni casi si sono inevitabilmente incrociati. In particolar modo l’immaginario dei tatuaggi è entrato nel mio mondo artistico. Ad esempio l’esperienza al MACRO mi ha spinto maggiormente verso questa direzione. Dopo aver toccato con mano il successo derivato dalla fusione tra soggetti classici e questo tipo di tecnica ho deciso di ampliare la mia produzione e dedicare una parte delle opere partendo dall’iconografia del tatuaggio. Lo scorso anno, il giorno 11-11-2011, ho esposto per la prima volta questo genere di lavoro in una mostra al TIK TAK TATTOO Gallery a Cantu, in Italia.  Realizzare quella serie mi ha divertito molto e mi ha dato l’opportunità di rompere un po’ di schemi a cui ero legato. È stato interessante lavorare su Draghi e Serpenti giganti… di sicuro quelle dimensioni sono impossibili da ricreare sul corpo e sulla pelle di una persona.

Abbiamo chiesto a David di mostrarci dal vivo il processo creativo e tecnico dei suoi Fire Drawings. In esclusiva per DATE-HUB ecco il risultato!

Da poco hai aperto a New York il tuo nuovo studio SENASPACE. Oltre ad essere uno studio di tatuaggi sarà anche una galleria d’arte. Raccontaci di più.
Sì! Senaspace è finalmente aperto! Lo scorso ottobre mi ha sfiorato l’idea di aprire un negozio tutto mio e così ho iniziato a ragionare su una serie di concetti che hanno dato vita a quello che oggi è il mio negozio.
Non ho mai pensato di aprire semplicemente un negozio di tatuaggi, in verità negli ultimi anni ho passato più tempo nel mio studio a disegnare che a tatuare.  Così ho pensato di creare uno spazio polifunzionale dove accanto ai tatuaggi trovassero respiro anche le mie opere. Ho creato questa piattaforma con l’intenzione di mostrare tutto quello che produco dal punto di vista artistico. Un posto dove i miei clienti tatuati possano godere delle opere d’arte e tutti gli amanti dell’arte possano avvicinarsi al mondo del tattoo!
Il concetto primario da cui sono partito è un po’ questo: tatuo da sedici anni e attraverso il mio lavoro ho conosciuto e fatto felici molte persone instaurando con tutti un rapporto che si basa su livelli piuttosto profondi. Così mi sono detto che non c’è motivo alcuno per cui io non possa ricreare lo stesso tipo di esperienza con e attraverso TUTTA l’arte che produco.


Quali sono gli altri 3 elementi di David Sena?
Be’ credo siano quelli che compongono l’Universo e tutte le sue meraviglie. Da sempre il Cielo e l’Astronomia sono stati grandi fonti d’ispirazione, dalle quali ho tratto maggiori spunti di riflessione. Uno dei motivi per cui uso il fuoco è legato al fatto che come elemento ha una forte connessione con alcuni tra i più grandi e incomprensibili fenomeni a livello astrale. Mi piace l’idea di catturare e riproporre l’immensità delle stelle e delle galassie utilizzando i miei minuscoli fuochi terrestri.

Info *  Senaspace – 229 Centre st – NY 10013 – Tel. 212-966-5151
WEB * www.senaspace.com