PLAYLIST + INTERVISTA
* VAGHE STELLE

by Shedonism

Playlist esclusiva per DATE*HUB + intervista a una Supernova dell’elettronica italiana: Vaghe Stelle!

Vaghe Stelle è la dimensione in cui, dal 2009, Daniele Mana ha trovato un habitat ideale. Un progetto ispirato alle atmosfere oltre-galassia della Kosmische Musik tedesca.
Musicista e producer, vede la luce a Torino nel 1984, lo stesso anno in cui Prince pubblica Purple Rain, un album entratogli per osmosi famigliare nell’orecchio e nel cuore. Dall’infazia al presente il suo percorso si rivela sperimentale: «Alle elementari senza sapere perché avevo già ascoltato tutto il punk dei ’70 ed ero un fan di Vitalogy dei Pearl Jam, di Superunknown dei Soundgarden e dei Joy Division…Crescendo sono passato all’hip hop dei Wu Tang Clan, a It was written di Nas e a People’s Instinctive Travels And The Paths Of Rhythm degli A Tribe Called Quest… Fino a Homework dei Daft Punk che mi ha cambiato letteralmente la vita».

Tutte buone stelle evidentemente, perché il ragazzo ha avuto modo di dimostrare il suo talento ottenendo diversi riconoscimenti. Il primo quando, nel progetto condiviso con Cristiano Troffei “Nice Guys”, vinse l’Elettrowave Challenge, trovandosi catapultato a suonare a Le Tryptique di Parigi. Seguono la selezione della RedBull Music Academy a Seattle nel 2005, l’entrata nel collettivo torinese Xplosiva e le esibizioni al Club to Club festival in Italia e a Barcellona.

Nella classificazione astrale potremmo inserirlo fra i corpi celesti di tipo K V: quelli più favorevoli allo sviluppo e all’evoluzione, in questo caso, creativa.

Prova a descrivere il tuo stile sonoro a un alieno…

Hai avuto modo di suonare in molti luoghi, dal casalingo Spazio 211 a Le Tryptique di Parigi, qual’è stata l’esperienza live che ti ha fatto toccare il cielo con un dito?
Non saprei dirti, forse questo inverno a Roma al teatro Palladium, in uno spazio completamente buio illuminato solo dalla luce dei laser.

Hai vissuto l’esperienza della Red Bull Music Academy a Seattle, un luogo che ha dato i natali e ispirato molti pezzi grossi della musica. Sei riuscito a vivere un po’ anche la città? Cosa ti ha trasmesso qualcosa?
La Red Bull Music Academy è stata un esperienza davvero da paura. Conoscere e avere a che fare con pezzi di storia della musica su due gambe è stato incredibile ma anche incontrare altri 15 ragazzi, ognuno da un parte diversa del mondo, che come me vivono per la musica è stato fighissimo. Seattle è una città davvero strana, è scura e mi ha dato la sensazione di qualcosa  di malato e sporco.

Pare infatti che Seattle sia nuvolosa sei giorni su sette, quindi a viverci non avresti modo di osservare molto il cielo. Anche Torino non scherza però, hai qualche luogo di contemplazione più o meno segreto?
Lo so che farei un figurone se ti dicessi che ogni notte di luna piena vado a filosofeggiare sul tetto di casa contemplando le stelle, ma molto spesso preferisco stare chiuso in casa.

Il web è la quarta dimensione spaziale della musica?
Cerco di usare il web il più possibile a mio favore, credo sia inutile cercare di combattere contro la sharing di file online e anzi sono contento di trovare le mie release su siti e blog di sharing.

Ti piace riascoltarti?
Prima di riascoltare le mie cose devo far passare un po’ di tempo, altrimenti non riesco a essere obiettivo e spesso non mi piace quello che faccio.

Se la NASA ti chiedesse di creare una playlist per comunicare con gli alieni, che suoni ci metteresti?
Preparei una raccolta di colonne sonore di film sci-fi, giusto per dar loro un’idea di come li abbiamo immaginati in 60 anni di storia del cinema.

Dove vanno a finire i musicisti e i grandi artisti quando muoiono?
Nei The best of credo.

Dove ti si può sentire suonare abitualmente?
A Torino nell’ambito di SRSLY, il party settimanale insieme a Guido Savini.

WEB * www.vaghestelle.net