A SHOOT WITH…
* TOMMASO ALTAMURA

by D.A.T.E.

«Non tollero tutto ciò che è “carino”, vedi l’abuso della parola vintage in tutti i campi…»

Presentati ai lettori di DATE*HUB.
Tommaso Altamura. 33 anni. Vivo a Brescia, i miei amici mi chiamano Tommi (con la i e non con la y, ci tengo), la mia prima professione è di impiegato e le restanti ore in cui non dormo faccio il fotografo o almeno ci provo.

Quando hai capito che “da grande” saresti diventato un fotografo?
L’ho capito da grande nel senso letterale. A 25 anni, ho ritirato fuori dal cassetto una vecchia Agfa Silette di mio papà con cui avevo scattato un rullino durante la mia prima vacanza con gli amici in quarta superiore… non avevo mai fatto sviluppare quel rullino, non avevo mai considerato la fotografia come passione. Dopo otto anni mi sono deciso ad andare in laboratorio et voilà eccomi ancora con la fotocamera in mano.


A quale cultura visiva fai riferimento? E quali sono le tue Icone?
In generale credo di essere legato a una cultura visiva estremamente contemporanea, piglio un po’ da diverse espressioni artistiche degli ultimi trent’anni. Amo molti artisti, cito i seguenti: Juergen Teller per la sua capacità di “spatinare” il mondo della moda, Maurizio Cattelan perché ci prende tutti per il culo, mi diverte e mi lascia un velo di amarezza e Ryan McGinley per il suo modo di raccontare i giovani negli States. Al contrario non tollero tutto ciò che è “carino”, vedi l’abuso della parola vintage in tutti i campi, per esempio gli effetti dell’applicazione Instagram che rendono piacevole anche ciò che è scontato.


Prova a raccontarci la tua personale visione dietro gli scatti per A Shoot with D.A.T.E.
D.A.T.E. è un bel prodotto streetwear, vorrei che gli scatti avessero un sapore “understatement”, quindi senza troppi fronzoli, che siano sì foto di un prodotto moda, ma che abbiano una certa freschezza e raccontino lo stile di vita di chi le sceglie.

Mai come oggi l’antico credo delle “fotografie che rubano l’anima” potrebbe essere la verità. La rincorsa dell’apparire via foto nei social network frantuma l’essere in infinite immagini. Dal tuo lavoro traspare una particolare attenzione per il ritratto. Le tue foto rubano o restituiscono l’anima ai tuoi protagonisti?
In realtà non credo né l’uno né l’altro, fotografo semplicemente le persone che mi piacciono. Non voglio dare né ricevere anime, va bene così.

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WEB* www.tommasoaltamura.com