INTERVISTA
* ScottC.

by Redazione DATE*HUB

Se ci chiedessero di raccontare 2001 – Odissea nello spazio, entreremmo nel panico. ScottC. no!

Planet of the Apes

Il Cinema è quella cosa che copia la Realtà, ma la modella a tali e sublimi stati di perspicacia che la rende più bella di quella che è davvero. La Realtà è quella cosa che alle volte ti dici: “Ma perché non c’è uno sceneggiatore che mi scrive le giornate? Che mi mette in bocca quelle battute sagaci dei film, quelle che i protagonisti sanno sempre quando e come dire. Perché la mia vita non è come un film di Quentin Tarantino, Steven Spielberg, di Wes Anderson?”. La Fantascienza è quel genere che permette di far sembrare vera la storia di uno sceneggiatore di Cinema che scrive la vita di un personaggio inventato e poi scopre che ciò che inventa succede davvero nella Realtà a qualcuno all’altro capo del mondo.

Dove si inserisce un artista come ScottC. in tutto questo? Semplice, ScottC. ha creato un progetto del tutto speciale che unisce la Realtà (la sua, da fumettista e illustratore) al Cinema.
Il progetto si chiama The Great Showdows, ed è semplicissimo da spiegare: realizzare microillustrazioni dedicate ai film più famosi riassumendo la trama in un singolo incontro tra protagonisti. Dove sta la Fantascienza? Sempice anche questo: ScottC. riesce dove TUTTI i critici incravattati e con la erre moscia non riescono: trovare il cuore di un film, l’attimo, il frame esatto che racchiude tutto lo spirito di quella pellicola. Se chiedi a ScottC. di raccontarti, per esempio, Titanic, lui ti dirà candidamente: nave incontra iceberg. Provate a controbattere….

Ciao Scott. Qui pianeta Terra. Che forma di vita sei? Cosa fai? Da quale pianeta arrivi? Qual è la tua missione?
Ehy ciao. Mi chiamo Scott Campbell, ma preferisco ScottC., sono arrivato sulla Terra negli anni Settanta, a San Jose, in California e disegno draghi a più non posso. Nella vita ho fatto varie cose: ho iniziato a lavorare disegnando videogiochi per la Lucas Learning e la Double Fine Production. Ho realizzato fumetti con la Hickee e la Flight comics ed esposto qualche pezzo alle galleria 1988 e alla Nucleus Gallery di L.A., ho esposto anche a Londra e a Parigi per alcune collettive. Sono un tipo che viaggia molto. Quello che vorrei fare su questo pianeta è creare arte che faccia stare bene la gente. Mi piace disegnare mondi immaginari che i personaggi possano esplorare e cerco di risolvere i loro problemi e le loro insicurezze (che in effetti io stesso gli ho dato). Di solito per farlo gli offro dei deliziosi tacos, e loro gradiscono. Ah, ho anche questo progetto on line, The Great Shodowns, film epici riassunti in un disegno.

* Dato il tema interstellare di questo mese di DATE*HUB, abbiamo chiesto a ScottC. di collezionare per noi SOLO i Great Showdows a tema fantascienza. Eccone 26. Ma perché non facciamo un piccolo gioco? Vi mettiamo i “bignami” cinematografici uno dopo l’altro, voi divertitevi a indovinarli e testare la vostra conoscenza di cinema sci-fi. Le soluzioni le trovate a fine post, capovolte come si faceva una volta (per leggere vi basta girare lo schermo o meglio ancora il tablet. Certo preferiamo immaginarvi in un’ambiente a zero gravità dove il sopra e il sotto sono relativi!)




In questa intervista per DATE*HUB puntiamo particolare attenzione alla sezione “fantascienza” del Great Showdowns, ma il progetto prevede la tua versione di ogni genere cinematografico. La domanda che mi viene in mente è la più banale ma al tempo stesso complessa che potessi immaginare: qual è il tuo film preferito?
E la mia risposta sarà ancora più banale della domanda, ma non posso che dire: Guerre Stellari. Sin da quando ero bambino sono stato influenzato da Luke e soci, e lo sono tutt’oggi. È il primo film che ho visto in vita mia e l’avrò visto più di cento volte – letteralmente – tanto che a un certo punto ho iniziato a memorizzarlo, a scoprirne ogni nuance, ogni segreto, addirittura ogni errore, tipo quando ci sono quelle guardie imperiali sullo sfondo che si scontrano o quando la voce di Darth Vader non corrisponde a quello che fa con le mani. Ancora non ho scoperto cosa si dicono le guardie imperiali della Morte Nera quando Obi Wan le stende con la Forza… parlavano di cose serie o del più e del meno? A me piace gustare gli “assaggini” rispetto all’intera torta, sono i particolari che rendono ogni film vero e immagino sempre tutte le vite di quei personaggi secondari che magari appaiono per pochi secondi. Quelli sono gli attimi che cerco di cogliere nei miei pezzi.

C’è un film che hai scoperto essere impossibile da “comprimere” in uno Showdown? Sai, una sorta di nemesi di ScottC.
Quello che mi sta più a cuore è Rocky 3, il capitolo con Mr. T. Penso sia perché adoro Mr. T talmente tanto che voglio che venga perfetto! Disegnare un personaggio in maniera il più possibile iconica è la parte più difficile. Perché io so esattamente come li vedo nella mia testa, ma spesso finisce che devo ritrarli più e più volte prima di trovare la giusta espressione. Prima o poi io e Mr. T ci incontreremo…

Raccontaci step by step come disegni un Great Showdown.
Intanto ti dico che ho una lunga lista di film che voglio fare, e la lista si allunga ogni giorno. Alcuni li ho messi in stand by perché non mi ricordo bene cosa succede e li devo vedere un’altra volta. Con altri me ne vado su youtube a rispolverare la memoria, per rifamiliarizzare coi personaggi.  Poi decido quali sono i veri protagonisti del film, le icone di quel film, che siano riconoscibili ma al tempo stesso che non troppo banali. Faccio una lunga ricerca di immagini, foto, frame del film. A volte, arrivato a questo punto, ancora non so bene che scena farò, così me ne vado in giro per qualche caffè della mia città e me ne sto lì a disegnare i personaggi su sketchbook e salviettine. Mi porto tutto a casa, passo i disegni allo scanner, metto i pezzi insieme con Photoshop, li ristampo e li ridisegno più volte.
Poi passo alla versione definitiva. Prima di tutto passo i colori e solo dopo le linee, tutto in acquarello. Di solito entro in un trip e li disegno a blocchi di 5 o 10. Ho aperto su Livestream un canale dove ogni tanto mi diverto a riprendermi e a fare un Great Showdown in diretta. Proprio la scorsa settimana ho fatto The Avengers:

Parliamo di POP. La cultura pop è circondata per alcuni da una sorta di alone “negativo”, come se la gente provasse una qualche “repulsione” per tutto quello che è innegabilmente popolare, come se l’originalità ad ogni costo fosse un bel vestito da sfoggiare in società. Una definizione come nerd (attualizzato in geek) definisce una persona appassionata ma anche sostanzialmente uno sfigato, e non ha mai un’accezione artistica. Eppure quando vedo i tuoi disegni – innegabilmente stratificati su un’impressionante conoscenza della cultura pop (film, cartoni animati, videogiochi, libri fantasy, zombi, robot, serie TV) penso sia Arte pura. Cosa provi se ti dicono che sei POP?
La cultura pop influenza tutto, da sempre, basta pensare al modo in cui Andy Warhol abbi inserito la parola pop dritta dritta nel concetto di Arte. Sta solo a come presenti le cose. La mia non è ironia o critica verso un certo tipo di società che si autodefinisce più “alta”. Da parte mia, cerco solo di prendere un immaginario che amo e che ha influenzato il mio modo di pensare e di agire e di creare un nuovo scenario dove inserirlo.
Mi ricordo che quando la galleria 1988 mi ha chiamato per la prima volta per 8-BIT, una collettiva dedicata al mondo dei videogiochi, ero davvero esitante. Cerco sempre di creare qualcosa di nuovo e non ci vedevo proprio nulla di interessante in un Pac Man disegnato nel mio stile. Ma poi ho realizzato che se prendevo quei personaggi e ne raccontavo una nuova avventura, diversa da quella conosciuta, ero molto soddisfatto di quello che veniva fuori.

Observing The Thing

E ora due domande che abbiamo fatto a tutti gli ospiti di DATE*HUB questo mese. Se avessi una DeLorean nel garage, DOVE e QUANDO andresti?
Di certo nella Parigi dei primi Novecento, a incontrare i poeti e a passeggiare con gli artisti. Oppure andrei indietro fino al mio primo giorno di scuola quando quel bullo mi ha preso la testa e l’ha sbattuta contro la fontanella; gli direi una qualche battuta sarcastica che lo farebbe vergognar, invece di starmene lì a piangere e basta.

Se tu fossi il primo essere umano a incontrare gli alieni, cosa gli diresti?
Gli darei un abbraccio e gli dire «Benvenuti, fratelli!». In effetti un incontro del genere l’ho raccontato in una piccola storia a fumetti, Dear Ship’s Log



WEB * www.greatshowdowns.com • www.pyramidcar.com • www.livestream.com/scottlava
(S.B.)