A SHOOT WITH…
* LARS BORGES

by D.A.T.E.

«Tento di essere un buon papà, un buon amante e un punto di riferimento per tutti i miei amici e la mia famiglia.»

Presentati ai lettori di DATE*HUB.
Mi chiamo Lars Borges, vivo a Berlino e sono un fotografo che si muove prevalentemente nel campo del ritratto e della fotografia concettuale. Il mio lavoro è influenzato dalla scena musicale e cinematografica. Ho fotografato sia per riviste internazionali che per noti brand. Tento di essere un buon papà, un buon amante e un punto di riferimento per tutti i miei amici e la mia famiglia.


Quando hai capito che “da grande” saresti diventato un fotografo?
Da piccolo mi divertivo a scattare delle polaroid con la macchina di mia nonna, il fatto che il risultato fosse immediato deve aver lavorato a livello inconscio dentro di me. Questa magia è probabilmente quella che cerco di riproporre anche negli scatti di oggi. A 14 anni ho ricevuto la mia prima macchina usata, una SLR, e ho iniziato a fotografare la vita che mi girava intorno. Mi ci è voluto un bel po’ per capire che sarebbe diventato un lavoro. Intorno ai 20 anni ho collaborato con un fotografo di cronaca, che mi incoraggiato ad andare avanti anche se non ero molto ispirato da qual tipo di fotografia, e comunque ho visto la luce alla fine del tunnel. Dopodiché mi sono iscritto alla Scuola d’Arte, ho seguito un corso di comunicazione e preso il mio Master in fotografia.


A quale cultura visiva fai riferimento? E quali sono le tue Icone?
Sono sempre stato affascinato dalla cultura Underground, dalla scena alternativa musicale, dalle riviste indipendenti e da una certa cinematografia di genere. Apprezzo il lavoro di talmente tanti artisti che è difficile individuarne solo uno o due. Questa e la scuola da cui provengo ed è da qui che traggo ispirazione per il mio lavoro.

Prova a raccontarci la tua personale visione dietro gli scatti per A Shoot with D.A.T.E.
La mia campagna per D.AT.E si ispira ai quattro elementi alchemici: fuoco, acqua, terra e aria.
L’autunno e l’inverno si identificano bene con questi elementi, e in qualche modo anche il design delle sneakers. Partendo da questo punto di vista ho voluto creare delle immagini che, attraverso dei forti richiami emozionali, rimandino un messaggio di libertà. Ho scattato in luoghi molto ampi, utilizzando persone comuni proprio per enfatizzare questo concetto.

Parlaci della giornata passata a scattare con Pete Doherty.
Prima di incontrarlo, in tarda serata, mi sono sentito piuttosto agitato e insicuro. Pete era disteso su un divano all’angolo di una stanza piena di gente stramba che faceva cose ancora più strambe. Mi è sembrato una persona molto sensibile e un artista di grande talento. Di sicuro è molto più tranquillo di quanto si possa apprendere su di lui attraverso i media.

* VOTA ORA la campagna realizzata da Lars Borges per D.A.T.E.
* La selezione dei fotografi per A Shoot with D.A.T.E. è a cura di CAOS AGENCY