A SHOOT WITH…
* JEAN PAUL LEFRET

by D.A.T.E.

«Nei miei primi scatti ci sono solo palme riprese dal basso verso l’alto in formato quadrato.»

Presentati ai lettori di DATE*HUB.
Sono nato nel 1957 in Costa d’Avorio.

Quando hai capito che “da grande” saresti diventato un fotografo?
Mio padre mi regalò la prima macchina fotografica quando avevo quattordici anni (nel 1971), eravamo ancora in Costa d’Avorio. Nei miei primi scatti ci sono solo palme riprese dal basso verso l’alto in formato quadrato. E tutti gli alberi sono in diagonale rispetto alla composizione.


A quale cultura visiva fai riferimento? E quali sono le tue Icone?
Mi piacciono Guy Bourdin, Newton, Diane Arbus ma il mio preferito è il fotografo giapponese Shoji Ueda.

Prova a raccontarci la tua personale visione dietro gli scatti per A Shoot with D.A.T.E.
Attualmente mi trovo in Vietnam, e quando il mio agente di Milano mi ha inviato questo progetto ho pensato subito che potevo immaginarlo come un viaggio. Per questo ho visualizzato un road trip tra amici in moto nel Mekong. Perché il mondo è così piccolo adesso, si può andare velocemente ovunque, fuggire da una brutta stagione e tuffarsi in un attimo in un paese caldo e interessante.


Oltre ad essere un fotografo sei co-fondatore del magazine The Play Ground. Com’è lavorare in editoria in questo momento storico?
Pubblicare, oggi come oggi, è molto difficile se ti vuoi sentire libero dai legami pubblicitari. Perché gli sponsor sono difficili da trovare per una rivista. Ma comunque stiamo lavorando al prossimo numero e pubblicheremo tutto ciò che ci piace senza restrizioni.

* VOTA ORA la campagna realizzata da Jean Paul Lefret per D.A.T.E.
* La selezione dei fotografi per A Shoot with D.A.T.E. è a cura di  CAOS AGENCY