A SHOOT WITH…
* FRANCESCO COIA

by D.A.T.E.

«Il cinema e la musica sono un carburante inesauribile per il mio modo di fare fotografia.»

Presentati ai lettori di DATE*HUB.
Mi chiamo Francesco Coia (Tudor è il secondo cognome) ho 22 anni e sono di Torino. Sono un irrequieto autodidatta che raramente è soddisfatto del suo lavoro, ma assolutamente fiero di esserlo.

Quando hai capito che “da grande” saresti diventato un fotografo?
Questa è la parte in cui dovrei scrivere frasi come «avevo 4 anni quando mi regalarono la prima macchina fotografica» oppure «dopo che presi in mano il primo rullino fu amore eterno»… no, il mio non è stato un colpo di fulmine e ad essere sinceri la fotografia era solo una delle 300 cose al minuto che facevo per non annoiarmi e dar vita a quello che mi passava per la testa. Con il passare del tempo, è diventata una cosa necessaria, senza la quale mi sentivo vuoto e senza stimoli, lì ho capito che ci dovevo provare. La versione ufficiosa invece è che quando mi capitò davanti una ragazza stupenda e per la prima volta non pensai a chiederle di uscire ma a chiederle di poterla fotografare, capii che forse quella era la mia strada.


A quale cultura visiva fai riferimento? E quali sono le tue Icone?
Non ho delle vere e proprie icone e culture di riferimento. La cosa di cui “mi cibo” sono le persone che mi stanno intorno, le loro emozioni e particolari luoghi a cui poche persone fanno caso. Posso dire però con certezza, che il cinema e la musica sono un carburante inesauribile per il mio modo di fare fotografia.

Prova a raccontarci la tua personale visione dietro gli scatti per A Shoot with D.A.T.E.
La visione in questo caso è a due facce. Per gli scatti di A Shoot with D.A.T.E. ho lavorato insieme a Paola Lesina, fashion stylist e art director con cui lavoro a tempo pieno ormai da un anno e con cui ho dato vita al progetto DUMP. Progetto che ci vede impegnati nella comunicazione per alcuni festival, campagne, cartelle stampa per musicisti, dj e producers, e varie collaborazioni con magazine di musica e moda. Abbiamo voluto rappresentare con questi scatti, il contrasto tra il senso di appartenenza conscio e quello obbligato, l’intraprendenza e il rifiuto verso alcuni schemi imposti, con un senso ironico e stimolante.


La passione per il Lettering ti ha accompagnato lungo il tuo ultimo viaggio a Berlino. Raccontaci di più.
La domanda è molto interessante, perché questa è una di quelle passioni inconsapevoli, a cui non avevo mai dato una forma e nessuno mi aveva mai fatto notare. Sono affascinato dalle parole, dal loro significato, dal loro suono, dalle emozioni che possono trasmettere, dai milioni di modi diversi in cui possono essere rappresentate. Spesso e volentieri fondere la fotografia con le parole mi regala un senso di completezza che raramente riesco ad avere. A Berlino tutto ciò è stato amplificato, insegne, cartelli, manifesti, street art, sono ad ogni angolo e hanno un impatto davvero forte sugli spettatori (a Berlino mi sentivo uno spettatore, seduto a guardare il film più stimolante e carico di emozioni che mi fossi trovato a vedere) in alcuni casi poi, alcune scritte erano legate a luoghi e storie, che hanno segnato molto il mio percorso artistico e la mia vita quindi fotografarne il nome piuttosto che un titolo ad esse legato mi è sembrata la cosa più naturale e spontanea da fare.

* VOTA ORA la campagna realizzata da Francesco Coia per D.A.T.E.
* La selezione dei fotografi per A Shoot with D.A.T.E. è a cura di CAOS AGENCY