INTERVISTA
* DREW STRUZAN

by Redazione DATE*HUB

…c’è un artista immenso. Si chiama Drew Struzan ed è un Maestro Jedi dell’Arte perduta dei Movie Poster

Si può dire abbia creato alcune delle immagini più famose del XX secolo, ma ancora oggi nessuno lo riconoscerebbe per strada o gli chiederebbe un autografo. Forse il modo migliore per dare valore a queste parole è farvi vedere un’immagine, una sola; basterà per aprire un mondo di ricordi. Ricordi che profumano di pop-corn, hanno il rumore di un biglietto strappato, ricordi che riportano alla mente le corse fatte al buio per accaparrarsi i posti migliori o la poltrona vicino alla ragazzina (o ragazzino) che vi piaceva. Questa è l’immagine:

Back to the Future II © Copyright Universal Studios, 1989

Chi l’ha disegnata si chiama Drew Struzan. Drew Struzan è il più grande artista di locandine cinematografiche in vita e non sento di esagerare neanche un po’ quando lo dico. Allievo ideale di Norman Rockwell e dell’illustrazione classica americana, è a lui che dobbiamo le locandine delle “Tre Sacre Trilogie” (Guerre Stellari, Indiana Jones, Ritorno al Futuro) del trio Spielberg-Lucas-Zemeckis.
E a lui dobbiamo anche le locandine di alcuni dei più grandi film di fantascienza di sempre, da Blade Runner (Ridley Scott, 1982) a La cosa (John Carpenter, 1982) a E.T. (Steven Spielberg, 1982)… ma anche di film che sono divenuti veri miti generazionali (alemeno per la “diversamente trentenne” generazione di geek come noi che intasa il web con combattimenti a suon di spade laser o citazioni di Doc Emmett Brown), vi basti pensare a I Goonies. Intervistare Drew è come per un giovane Padawan conoscere un Maestro Jedi e ammirare muti ed estasiati l’esperienza di un uomo in cui l’Arte “forte nelle vene scorre”.
Questa intervista per DATE*HUB vi racconta di un mestiere vecchio come il cinema (o forse anche di più), quello dell’illustratore per locandine cinematografiche e lo fa con le parole di un mito vivente, un artista che, in quanto a importanza nella creazione dell’immaginario pop del XX secolo, andrebbe annoverato nei libri di scuola insieme a Andy Warhol. Che la Forza delle sue parole sia con voi.

Star Wars - Episode IV A New Hope © Copyright Lucasfilm LTD., 1977

Ciao Drew. Non è la prima volta che chiacchieriamo e ogni volta mi capita di provare un misto di onore e fierezza nel poter far conoscere chi “si nasconde” dietro a immagini così famose. Onore perché sono letteramente cresciuto con le tue illustrazioni davanti agli occhi. In camera cambiavo freneticamente i poster di Guerre Stellari con quelli di Ritorno al futuro.  E fierezza perché mi riempie d’orgoglio poter dare un volto e un nome a chi ha creato immagini così celebri. Com’è stare “dietro le quinte” in un ambiente così legato all’apparire come quello cinematografico?
Mi sono ritirato da qualche anno e penso spesso che forse io e il mio lavoro verremo dimenticati presto. Sono occasioni come questa intervista che aiutano a mostrare che dietro un disegno c’è sempre una persona, una vita.
Di certo ho vissuto dietro una quinta, una gigantesca e pesante quinta nera e se vogliamo non si può dire che io sia davvero parte di un dato film o dell’industria cinematografica. Ma è stata certo una benedizione poter dare vita anche a visioni altrui, aver partecipato, anche se in piccola parte, alla creatività di artisti come gli scrittori e i registi con cui ho lavorato. È sempre stato il mio lavoro, ciò che ha permesso alla mia famiglia di vivere. Il fatto che le mie opere siano diventate così famose grazie al successo di uno o di un altro film è ciò che ha fatto la differenza. Di certo non capita tutti i giorni, e ogni giorno che passa ringrazio che il mio lavoro sia così apprezzato.

Star Wars - Episode I The Phantom Menace © Copyrights Lucasfilm LTd. 1999

Raccontaci il tuo Passato. Il tuo background artistico e i tuoi primi passi nei Movie Poster. Ho anche una curiosità, qual è stato il tuo primo poster?
Un passato un po’ povero e solitario. Ho sempre trovato la felicità nel creare immagini, ritrarre amici e regalare i disegni. Disegnare è l’unica cosa che ho sempre saputo e voluto fare. Andai al college per imparare, fui accettato e una volta entrato dalla porta principale ero già fuori da quella sul retro: non potevo permettermi la retta e di vivere da solo. Così ho iniziato a girovagare per studi e a volta mi “imbucavo” alle lezioni. Alla fine ho vinto una borsa di studio e finalmente ho imparato quello che avevano da insegnarmi.
Iniziai accettando ogni lavoro disponibile, piccoli disegni, cinque dollari al pezzo. Era il periodo del “un passo alla volta”. Feci dei lavori assurdi, poi finalmente trovai il mio spazio nell’industria musicale, disegnando cover per album di band a Los Angeles, per la prima volta qualcuno stampava i miei lavori. Riuscii a entrare in uno studio e dopo un paio d’anni qualcuno chiamò e chiese se ero interessato a cimentarmi con qualche locandina. A ripensarci ora quella fu una telefonata dal Destino. Non ho mai davvero “voluto” lavorare ai movie poster, è stata un’occasione piovuta dal cielo dopo anni di studio e lavoro. Intanto avevo una moglie e un figlio.
Il mio primo movie poster? È stato nel 1975, un film con George Segal, The Black Bird (L’uccello tutto nero, 1975) un remake di The Maltese Falcon (qui potete vedere la locandina, n.d.r.). Fu divertente: io posai per il ritratto di George, il protagonista che corre, mio figlio per il piccoletto che tiene per mano, mia moglie per la protagonista femminile e il mio vecchio boss per tutti gli hawaiani. È cominciata così…

Bobba Fett © Copyright Lucasfilm LTD., 1977

Parliamo della saga di Guerre Stellari. Anche se posso immaginare che provi una sorta di amore/odio per la saga è di certo una parte fondamentale della tua vita. Credo che TUTTI ti chiedano sempre e solo di Guerre Stellari. Quali sono i tuoi sentimenti ora, dopo tanto lavoro e tante immagini create per quell’universo, rispetto a quei particolari film e quali sono i tuoi ricordi più profondi?
Si tratta sempre di Guerre Stellari. È il lavoro più lungo che ho mai fatto. È iniziato nel 1977 e va ancora avanti. La maggior parte dei lavori che ho fatto hanno avuto un inizio uno svolgimento e una fine. Non con Guerre Stellari, sono quasi trent’anni ad oggi e, certo, è molto importante per me. Tutti i lavori hanno un parte di amore e una di odio, è lavoro dopo tutto! Certo, è quello che ho scelto ed è quello che mi ha dato da vivere: ogni volta che comincio un nuovo pezzo su Guerre Stellari, che sia per una locandina, per un libro, per una pubblicità o un fumetto (per qualsiasi cosa, trattandosi di Guerre Stellari) finisce che ci metto tutta la passione di cui sono capace… Cerco di mettere la mia voglia di vivere nel pezzo e spero che questa gioia arrivi un po’ anche a chi lo guarda. Ma alla fine si tratta comunque di lavoro: devi trovare il giusto spirito, la potenza e la bellezza del disegno, raggiungere lo spettatore e accontentare il cliente, rispettare le deadline, i cambiamenti e le personalità altrui, i loro sogni e bisogni, che sono sempre nuovi ad ogni nuovo lavoro. Come dire: devi riuscire a non sentire la pressione quando stai cercando di mettere in un disegno lo spirito di un film da 300.000.000 di dollari!
La parte migliore del mio lavoro è conoscere persone creative, leali e che meritano il mio rispetto. Per esempio George Lucas: è stato un mio “capo” ed è diventato un grande amico, e un collezionista dei miei lavori. Se dovessi augurare di avere un capo a qualcuno, gli augurerei di avere qualcuno come George. Mi ha sempre dato la massima libertà espressiva, e grazie a questo le cose che ho fatto per lui sono anche le migliori, a mio parere…

Star Wars - The Trilogy Special Edition © Copyrights Lucasfilm LTd. 1996-97

A proposito, una volta mi hai raccontanto del tuo primo incontro con Lucas… vuoi raccontarlo anche ai lettori di DATE*HUB?
Come dicevo ho iniziato a lavorare per lui nel 1977, ma non l’ho mai incontrato di persona prima del 1991. Eravamo a un party per la presentazione di un film di cui avevo fatto il poster, Hook di Steven Spielberg. In quel momento avevo già fatto i poster per Guerre Stellari (Episode IV A New Hope) nel 1977, L’impero colpisce ancora (Episode V The Empire Strikes Back) nel 1980 e per Il ritoro dello Jedi (Episode VI Return of the Jedi ) nel 1983 e numerose cover per magazine e libri. Ma, incredibilmente, George e io non ci eravamo mai conosciuti o parlati prima di quella sera.
C’era tutta Hollywood. La festa era organizzata nel gigantesco parcheggio della Sony, era immenso e tutti quelli che erano “qualcuno” a Hollywood erano lì. C’erano tre giganteschi tendoni da circo, tre diverse band musicali con tre ristoranti e bar, una pasticceria e ti ritrovavi spalla a spalla con attori che fino al giorno prima avevi visto solo sul grande schermo. Io e mia moglie ce ne stavamo lì, un po’ emozionati, in disparte, semplicemente a guardare. Avevo appena consegnato un lavoro per la cover della biografia di Lucas, The Creative Impulse.
Mia moglie Dylan a un certo punto mi fa «Guarda, quello assomiglia a George Lucas» – lo ha riconosciuto grazie al ritratto che per giorni era stato sul mio tavolo da disegno. Anche lui se ne stava solo in disparte, dall’altra parte del tendone, anche lui  a guardare la gente. Mia moglie mi ha praticamente costretto a presentarmi, così mi sono avvicinato e gli detto «Ciao, io sono Drew» e lui «Ciao, io sono George». E basta. Quella volta non ci siamo detti altro, in quel momento è iniziata una sorta di parata e il rumore della folla non ci ha permesso di parlare.
Verso la fine della serata un mio amico è arrivato concitato e mi fa «Non sapete chi è seduto a quel tavolo?! George Lucas, ed è emozionatissimo, dice che ha appena conosciuto Drew Struzan!». George è esattamente quel tipo d’uomo: modesto, tranquillo, gentile.

Obi Wan Kenobi © Copyright Lucasfilm LTD. 1977

Posso chiederti qualcosa su tuo processo di lavoro? Ricevi le sceneggiature prima di iniziare a disegnare? Visiti i set? Come si crea una locandina cinematografica? O meglio, come la crea Drew Struzan?
Di solito la gente arriva da me e mi chiede di disegnargli qualche cosa dei loro film preferiti, pensando che l’industria cinematografica arriva in casa mia e sceglie illustrazioni già fatte. Niente di più lontanto dalla verità. Attendo come tutti vicino al telefono che mi chiamino, che desiderino il mio lavoro.
Certo, la locandina viene realizzata prima che il film esca ma ogni progetto ha una genesi diversa. Diverse necessità e desideri, limiti, parametri. La cosa migliore che può capitare è lavorare con un regista abbastanza “potente” da poter imporre la sua scelta – cioè me – anche alla casa di produzione e in grado di lasciarmi libertà creativa. Di solito cerco di trovare lo spirito che ha spinto il regista a credere nella sua visione tanto da crearne un film, entrare, come si dice, nella sua testa e trovare la giusta strada per riprodurre le sue idee con il mio stile. È un lavoro quasi chirurgico: incapsulo il suo cuore in un disegno e lo mostro al pubblico.
Il peggiore dei casi invece è avere, per dirla così, troppi chef in una sola cucina: quando mi mandano script, foto dal set e degli attori, quando ci sono troppi incontri e troppe opinioni e devo portarmi dietro qualcosa di già fatto su cui averle, quelle opinioni. Quando si comincia coi cambiamenti, e poi ancora correzioni e modifiche e poi ancora ripensamenti, indecisioni, prove.
Ma, nel bene o nel male, questa è la mia vita: giorno dopo giorno, anno dopo anno, nei weekend, durante le vacanze, di notte, anche con la febbre alta: paint or die!

Blade Runner © Copyright Drew Struzan, 2003

Blade Runner © Copyright Drew Struzan, 2003

Nel tuo “book” cinematografico hai una quantità impressionante di film di fantascienza che sono andati oltre al semplice successo: sono diventati vere icone. Oltre alla mille volte citata saga di Guerre Stellari anche Blade Runner, la trilogia di Ritorno al Futuro, E.T.La Cosa. Posso chiederti quali sono gli autori di fantascienza che ammiri di più?
Non ho mai pensato a me stesso come a un illustratore di fantascienza. Ho realizzato tantissime locandine anche di commedie (Il principe cerca moglie, Scuola di Polizia) o di avventura (Indiana Jones, Grosso guaio a Chinatown).
Posso dirti che Jim Henson (il creatore dei Muppets, n.d.r.) è sempre stato una grande fonte di ispirazione. Quando ho iniziato a lavorarci è stata un’emozione per me. Da quel momento mi ricordo che non faceva dipingere a nessun’altro le sue creature perché diceva che ero il solo che li ritraeva come fossero persone reali, cioè quello che erano per lui.

The Thing © Copyright Drew Struzan, 1982

Qualche anno fa è uscito un documentario a te dedicato. Ti va di parlarcene?
Il titolo è semplice: Drew Struzan – The Man Behind the Poster. L’idea è venuta a due registi indipendenti appassionati di film e del mio lavoro. Avevo fatto il poster per la loro prima opera e un giorno sono venuti da me con quest’idea, fare un documentario su… Drew Struzan. Ci sono voluti tre anni di riprese e di interviste ma finalmente ci siamo: il documentario sarà presentato completo quest’estate al San Diego Comicon. Su YouTube ci sono alcuni estratti come questo:

Raccontaci il tuo Presente. A cosa stai lavorando?
In realtà sono in una sorta di “ritiro”. Faccio solo quello che mi piace, più che altro dipingo. A volte realizzo commissioni per amici come il poster per la prima stagione di The Walking Dead o una speciale illustrazione per Cowboys and AliensArs gratia artis, dicevano. L’Arte è Bellezza, Pace, Speranza e Verità. L’Arte e il tempo che passo con mia moglie, i miei figli e nipoti, questo è il significato che do alla Vita ora.

Masters of the Universe © Copyright Cannon Group, 1987

C’è un poster che ami più di altri?
Ah, impossibile! Sono tutti figli! Certe volte però mi metto a fare una locandina senza che nessuno me l’abbia commissionata, solo perché amo un dato film. Ho fatto un poster per il vecchio Frankenstein di cui vado molto fiero.

Raccontaci il tuo Futuro. Ma non prenderla come la solita domanda del tipo “progetti per il futuro”. Intendo quale pensi sia il tuo Futuro, con la “effe” maiuscola…
Questa domanda è troppo profonda. Alcuni possono conoscere il mio lavoro, certo, ma il vero me, il “me” più intimo è una persona molto spirituale, che mi guida nella creazione delle mie opere e nelle scelte che faccio. Questo per dire che non mi interessa molto il lato “terreno” della nostra vita, ma cerco un Valore come Essere Umano. Non prego molto ma cerco di vivere traducendo a mio modo quella frase: “A sua immagine e somiglianza”; cerco quindi di trovare in me l’Amore, la Giustizia e la Forza, in tutti i sensi!

E.T. © Copyright Universal City Studios, Inc. 1990

Un’ultima domanda: credi negli alieni?
Certo che sì!

WEB * www.drewstruzan.com
(S.B.)