VIDEOGAMES
* GAME & WATCH

by Redazione DATE*HUB

Prima dei mondi on-line. Delle console avveneristiche. Ddegli 8-BIT. Prima c’erano i GAME & WATCH…

I videogiochi sono la dimostrazione pura del tempo che passa, di come i concetti di Passato, Presente e Futuro si fondono sugli schermi luminosi e ipnotizzano i videogiocatori. Passato Presente e Futuro si autodefiniscono a ogni poligono aggiunto con geometrica precisione. Anni Ottanta: ogni anno che passa un poligono in più; Anni Novanta: ogni mese un poligono; Nuovo Millennio: ogni giorno un poligono; Oggi, ogni ora un poligono… e così via. Questi anni che ci passano davanti potremmo quasi immaginarli come blocchi colorati multiforma e multicolore che cadono dal cielo sempre più velocemente e si incastrano alla perfezione tra di loro.
Sono lontanissimi i tempi in cui bastavano quattro/cinque pixel per convincerci che quelle barre rettangolari fossero dinamici giocatori di tennis e quel quadrato ballerino una palla ad effetto. Poi, in una velocissima e un po’ irrispettosa lista, sono arrivati gli scimmioni lanciabarili, gli idraulici baffuti, i porcospini blu, gli zombi, i guerrieri armati di scure e magia, le riproduzioni fedeli dei giocatori di calcio, i viaggiatori spaziali, gli avatar di noi stessi.
L’industria videoludica non conosce interruzione ed è la prima Industria (e forse l’unica, di certo più di quella della moda o del cinema, per fare due esempi) a studiare, sviluppare e in certo senso imporre il concetto di “Futuro”, perché è ben consapevole che per i videogiocatori il Futuro non è tra molti anni, per loro il Futuro è ieri.


Ma dove c’è il Futuro, c’è il Passato (inizio a parlare come Emmet Brown). L’effetto nostalgia rètro-futuribile è nel DNA di ogni videogiocatore, che pur affamato di nuovi prodigi tecnologici e grafici, rimpiange sempre i vecchi coin-up da bar, i caricaggi “infiniti” delle cassettine del Commodore 64, gli eroi “pixelati” a 8-BIT e, in primis, rimpiange i vecchi Game & Watch.
Insieme all’altra Grande Invasione (quella dei Cartoni Animati), quella dei videogiochi portatili fu un’onda che arrivò in Italia negli Anni Ottanta direttamente dal Giappone. Il papà dei Game & Watch si chiamava Gunpei Yokoi, ed è lo stesso sensei a cui dobbiamo il Game Boy, insomma gli dobbiamo tanto. I Game & Watch ci piacevano perché erano tantissimi, piccoli che potevamo spacciarli per calcolatrici con i maestri e ci passavamo le ore tentando di prendere frittate volanti, spengendo palazzi in fiamme, raccogliendo tesori mentre evitavamo i tentacoli di una piovra gigante.

Inevitabilmente arriva il Presente, dove i videogiochi sono tutt’altra cosa e noi ci mangiamo le mani perché abbiamo gettato nella pattumiera quei totem di rètro-elettronica al suono di «Che ci faccio!? Ora c’ho il Gheimboi che c’ha tante cartuccine con tantissimi giochi diversi!».
Ma se c’è qualcosa a cui serve il web, è proprio di darci l’opportunità di rivivere nel Presente, il nostro Passato, spacciandolo per Futuro (GRANDE GIOVE!).
Il sito Pica-Pic (creato dallo studio polacco Hipopotam) riproduce fedelmente tanti vecchi Game & Watch. E per “fedelmente” intendo proprio uguali uguali uguali: dagli ultrasonici BIP! fino all’analogico rumore dello scattino del pulsante ON. Ci sono anche i graffi che si formavano sulla stocca.
E mentre (ri)giochi a Donkey Kong Jr. con le lacrime agli occhi ti fai una domanda: ma se noi rimpiangiamo quei cristalli liquidi e quei suoni striduli, i nostri figli rimpiangeranno i videogiochi contemporanei? La risposta è “Sì”, e lo spavento ci fa tremare le ginocchia immaginando a cosa videogiocheremo tra vent’anni.
Salutatemi John Connor.

WEB * www.pica-pic.com • www.hipopotamstudio.pl
(S.B.)