INTERVISTA ESCLUSIVA
* ROB HANN & SETA MORTON

by Siriana F. Valenti

La vita di una teenager americana. Ma non è un reality show, è Realtà fotografata con delicatezza e poesia.

Ho conosciuto Rob Hann, artisticamente parlando, un paio di anni fa, nel periodo in cui mi dedicavo più assiduamente alla carta stampata. Rob mi è sembrato da subito una persona dall’animo gentile e disponibile, un artista di grande talento e una persona che per aver fotografato personaggi come Chloë Sevigny, David Byrne, Ewan McGregor, Jason Statham, Roni Size (solo per citarne alcuni) definirei veramente alla mano. Sarà per le sue origini bucoliche. Rob infatti è nato a Salisbury in Inghilterra nel bel mezzo del nulla. Dopo aver passato gran parte della sua infanzia nella fattoria di famiglia, attratto dalle luci della metropoli, si trasferisce a Londra dove per un lungo periodo lavora nella LFB, la London Fire Brigade. Rob è autodidatta – ha imparato a fotografare nei buchi di tempo tra una macchina in fiamme e un gatto salito su un ramo troppo alto – e l’esperienza che decreterà la sua entrata a pieno titolo nel mondo della fotografia professionale è l’aver seguito per un’intera tournée Lydia Lunch, performer underground No Wave. Da quel momento Rob fa della fotografia la sua unica professione.

Nel 2009 Rob inizia una relazione sentimentale con una ragazza americana, Nora, e ne incontra la figlia Seta, una ragazza di 16 anni. Insieme, Rob e Seta, decidono di dare vita al progetto a due, durato un intero anno, intitolato The Child Gone. Rob fotografa Seta e i suoi amici, mentre Seta scrive poesie e disegna; alla fine tutto il materiale raccolto viene stampato su carta diventando un libro dai tratti commoventi e innocenti sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta.

Abbiamo fatto un po’ di domande a Rob e Seta, ecco il risultato della loro intervista.

Qual è il primo ricordo visivo che conservate e la prima impressione che avete avuto l’uno dell’altro il giorno in cui vi siete conosciuti?
Rob:
Ho iniziato a frequentare Nora, la mamma di Seta, circa 5 anni fa. Un paio di mesi più tardi sono partito per il New Jersey per incontrare Seta. La prima volta che l’ho vista stava seduta, con un po’ di amici, sul portico di casa. Si era appena rasata i capelli in un taglio che la faceva sembrare un po’ punk; quel taglio aveva fatto andare Nora leggermente fuori di testa… io invece ho pensato subito che le stesse bene. Sembrava un po’ intimidita da me, credo sia naturale, e sono stato molto attento a non apparire troppo invadente.

Seta: Circa 5 anni fa mia mamma mi ha presentato il suo nuovo fidanzato, Rob Hann. La prima volta che l’ho visto ho notato subito lo spessore della montatura dei suoi occhiali e che in fondo era un po’ timido.

Ci raccontate il dietro le quinte di The Child Gone?
R:
Mi piace l’avventura, muovermi on the road e fotografare specialmente la parte Ovest dell’America, ma in quel periodo ero piuttosto a corto di soldi e non potevo permettermi un viaggio. Volevo fare un po’ più di foto concentrandomi sul ritratto, così ho chiesto a Seta, che all’epoca aveva 16 anni, se potevo iniziare un progetto fotografico su lei e i suoi amici.
Volevo che il progetto si concentrasse su quella particolare età di passaggio (l’adolescenza) in cui i ragazzi iniziano ad approcciarsi al mondo adulto, e ci tenevo che fosse anche un servizio sulla bellezza, spesso trascurata, dei quartieri periferici.
Non mi sentivo a mio agio, come uomo di mezza età, a imporre a un’adolescente il mio modo di vedere le cose e così ho voluto che Seta partecipasse al progetto con qualsiasi apporto ritenesse necessario. Abbiamo deciso di riversare tutto il lavoro fatto in un libro autoprodotto. E credo che i suoi disegni e le sue poesie abbiano arricchito il progetto, delineando con più forza il ritratto di Seta sviluppato nell’arco di un anno. Acchiappavo letteralmente Seta, e i suoi amici, spesso per un massimo di dieci o quindici minuti… ma credo comunque che la cosa abbia funzionato.

S: Durante i pomeriggi o i week end in cui Rob veniva trovarci, decidevamo al volo di uscire e iniziare a scattare… Non era importante se le foto le facevamo dietro casa o al parco alla fine della strada. Abbiamo fatto un paio di foto al lago dove, con la mia famiglia, andiamo a nuotare l’estate o a pattinare l’inverno. Alcune foto sono fatte a casa di mia nonna e altre sulla spiaggia a Fire Island. Rob è sempre stato molto sensibile e non mi ha mai spinta a fare foto quando proprio non me la sentivo.

The Child Gone è un viaggio attraverso il cambiamento e, quasi a rimarcare questo concetto, si sviluppa e prende vita seguendo il corso delle stagioni. Sulla base delle vostre esperienze, che aggettivo associate a: Inverno / Primavera / Estate / Autunno? E quale stagione vi appartiene di più?
R: Lungo / Fresco / Corto / Malinconico.
Sebbene dopo essere sopravvissuti all’inverno, immagino che tutti amiamo la primavera, credo ci sia una rara bellezza nell’autunno, lo sento più vicino alla mia personalità. Per non so quale motivo tendo a considerare l’estate estranea al mio carattere.

S: Credo di identificarmi maggiormente nell’inverno. C’è qualcosa di romantico e malinconico nell’autunno, anche se in fondo dovrei dire che la primavera mi appartiene di più visto che sono nata il 30 marzo ed è sicruramente la stagione in cui “rinasco”.

C’è un giorno o un momento, in relazione al progetto, di cui serbate un ricordo particolare?
R:
Ce ne sono molti. Il primo giorno con Seta e i suoi amici è stato un po’ imbarazzante ma eravamo entusiasti di iniziare e sono venuti fuori degli scatti interessanti. Una volta nella foresta dietro casa (Seta portava un cappotto nero) faceva freddo e abbiamo scattato di corsa, ma amo l’intensità di quelle foto. Un altro momento grandioso è stato a Fire Island.

S: La cosa meravigliosa di questo libro è che ogni singola foto mi riporta alla memoria un ricordo particolare. Ricordo ogni giorno e come mi sentivo in quel momento. I ricordi dietro ogni scatto sono come gemme, hanno fatto si che questo libro diventasse magico. Ogni poesia, ogni scarabocchio è per me la mappa di un periodo che appartiene al passato. Grazie a Rob e a The Child Gone potrò conservare quel momento della mia vita per sempre.

Rob, qual è la poesia di Seta che ti ha dato maggiori emozioni?
A Big Brave Shift è la mia preferita. Seta aveva appena attraversato un periodo pesante e a ripensarci ha dimostrato ottimismo e sì, anche molto coraggio.

E Seta qual è il ritratto in cui ti riconosci di più?
C’è una foto in cui l’obiettivo mi riprende dal basso. Sono vestita in verde e turchese, porto una collana con una cavalletta e un acchiappasogni che da piccola tenevo appeso al letto. Ho uno sguardo diagonale rispetto all’obiettivo. C’è qualcosa di veramente unico in questa foto… mi ci è voluto un bel po’ di tempo per rendermene conto. È stato intenso e complicato associarlo a un ritratto meraviglioso di me stessa.

WEB * www.robhann.com