INTERVISTA
* OWEN SILVERWOOD

by Picame

Partono missili microscopici pronti a esplorare galassie infinite rinchiuse in teche di plexiglas.

A 28 anni di norma il massimo che puoi fare, parlando di fotografia, è vantarti del tuo album “taken from instagram” su Facebook. Non per generalizzare, ma la media è quella. Diversa è la faccenda se di anni ne hai sempre 28 ma vivi a Londra e, soprattutto, ti chiami Owen Silverwood.
Sarà l’aria carica di creatività che spira da quelle parti, saranno le nottate insonni passate a guardare i telefilm sci-fi anni Ottanta, alla fine non è poi così importante. Quel che conta è che questo giovane fotografo ha un talento che lascia il segno, non per niente importanti realtà – Wallpaper*, Nokia, Men’s Health, solo per citarne alcune – si sono presto accorte della sua presenza.
Sperimenta il ragazzo, tanto e bene. Con la sua navigata ma fedelissima Mamiya RZ67 si cimenta in progetti dal forte impatto visuale e comunicativo. Diremmo quasi concettuali, se ci piacesse la parola (ma non ci piace). Per fortuna tutto quello che c’è da sapere sul mondo di Owen Silverwood ce lo ha detto lui stesso, in questa intervista esclusiva per DATE*HUB. Enjoy.

Ciao Owen, benvenuto su DATE*HUB! Chi sei, quanti anni hai e dove vivi?
Ciao, sono un fotografo di 28 anni e vivo a Londra.

Da quanto tempo scatti e quando hai capito che la fotografia sarebbe stata il tuo mestiere?
Ho iniziato a giocare con la macchina fotografica nel 2006 dopo di che ho iniziato a lavorare come assistente/fotografo/cameraman freelance. Ancora oggi realizzo videoclip e cortometraggi con lo pseudonimo di Bison.

Come descriveresti le tue foto, i tuoi lavori?
Credo che descrivere il mio lavoro con le parole sia la cosa più difficile, ma se dovessi scegliere direi pulito e “grafico”. I miei lavori personali hanno sempre alle spalle un concept. Sono convinto che sia molto importante dare una forte immagine a ciò che si vuole rappresentare, anche quando si tratta di qualcosa di astratto. Ciò aiuta il fotografo nel visualizzare gli scatti prima di tutto nella propria mente, dando a questi ultimi un significato, piuttosto che un’estetica fine a se stessa.

Qual è la tua attrezzatura?
Uso una vecchia e malridotta Mamiya RZ67. È una macchina fotografica divertente da usare, e mi permette di scattare con il dorso digitale o con la pellicola senza acquistare due set di obiettivi differenti. Mi piace guardare attraverso il mirino e utilizzare il soffietto per mettere a fuoco l’immagine. Ciò rende l’esperienza del fotografare molto più lenta e molto più prudente. Quanto uso la pellicola questo aspetto conta ancora di più. Mi prendo molto tempo per fare le mie cose, anche se i miei clienti non sono sempre d’accordo.

Quanto è importante per un creativo e, nel caso specifico per un fotografo, la sperimentazione?
È probabilmente la cosa più importante di tutte. Non ho mai studiato fotografia, tutto quello che so l’ho imparato sperimentando e guardando la gente che ne sa più di me (e YouTube).

Da dove trai l’ispirazione per i tuoi progetti, come la ricerchi?
Devo confessarlo, sono una specie di science nerd. Amo lo spazio, la fisica delle particelle, la meccanica quantistica. Penso che il mondo fisico e gli strani fenomeni che accadono in esso siano una grande fonte di ispirazione. Sembra bizzarro ma è la verità. Mi piace analizzare la struttura delle cose, scovare la simmetria dove meno te l’aspetti.

Quali sono i progetti che stimolano maggiormente la tua creatività?
Quelli futuri. Mi piace lavorare a un progetto pensando a come sarà il prossimo.

In che percentuale incide l’utilizzo del computer sul lavoro di Owen Silverwood?
È importante ai fini del risultato finale, ma non per il processo creativo, se ciò ha un senso. Ritocco le immagini, certamente… Pulisco le foto, ruoto le cose e le sposto, trovo che non ci sia nulla di male nel farlo. Alla base di tutto però c’è sempre un’idea; immaginarla e preparare il set per cercare di riprodurla nella maniera più fedele possibile è diverso dal premere tutta una serie di tasti e vedere che succede. È qualcosa di più puro.

Sul set lavori da solo o ti avvali dell’aiuto di qualche collaboratore?
È un cambiamento che sta avvenendo in questo momento. Normalmente mi piace lavorare da solo. Credo dipenda dal fatto che sperimentando molto non voglio che altre persone vedano tutti gli errori che faccio. Col tempo tutta via mi sto affermando e sono più fiducioso nelle mie capacità. Ci sono un sacco di punti di forza nel lavorare con altre persone, soprattutto perchè vedono le cose in modo diverso da te. Quando si trovano collaboratori giusti con cui poter lavorare può essere un’esperienza davvero piacevole.

A cosa stai lavorando attualmente?
Sto lavorando al mio prossimo progetto, che verrà dopo Day & Night… è qualcosa di più tecnico rispetto al precedente e sto collaborando con un’agenzia creativa digitale per realizzarlo. Questo è tutto ciò che posso dirvi! Sto anche dando gli ultimi ritocchi a un cortometraggio per Bison.

Ti piace usare l’analogico?
Si, quando posso! Come dicevo la mia RZ67 nasce per la pellicola. Quest’anno ho realizzato tutti i miei scatti personali (serate, passeggiate con gli amici, ecc.) solo usando la pellicola. Ho diverse macchine da 35mm e se non le uso adesso prima o poi saranno andate. Così sto spendendo i soldi che volevo usare per una Fuji X100 in pellicole.

Se non fossi diventato un fotografo quale lavoro ti sarebbe piaciuto fare?
Ho studiato musica all’Università, quindi probabilmente quella sarebbe stata la mia fine se non avessi comprato una macchina fotografica. Forse sarei diventato un musicista, o un compositore. O forse un astronauta?

WEB * www.owensilverwood.com