NIGHTLIFE CULTURE
* THE BLITZ KIDS

by NSSmagazine

Oggi li chiamano partygoers, ieri li chiamavano Rivoluzionari.

Quando mi hanno parlato per la prima volta dei Blitz Kids subito la fantasia e l’immaginazione hanno preso il sopravvento pensando a quel gruppo di giovani amici che, rivoluzionando inconsciamente diversi canoni estetici, hanno portato per la prima volta alta la bandiera della libertà e al tempo stesso il codice del travestimento. Luogo del loro “culto” e del loro discusso ma idolatrato esibizionismo è stato un fantasmagorico locale di Londra, il Blitz Club, per l’appunto, dove Steve Strange, un’artista camaleontico, seguiva la religione del Duca Bianco (aka David Bowie) e imponeva il suo personalissimo dictat di selezione al suo pubblico non ordinario. Una volta entrati al Blitz Club, culla dell’eccesso, le libertà regnavano supreme e le inibizioni erano morte e sepolte a favore di nuove calde e controverse esperienze: il sapore della prima volta si mescolava agli odori e ai profumi del locale. La storia narra che celebrità di quegli anni, Boy George, Rusty Egan, Princess Julia, Billy Idol e David Bowie su tutti, erano parte integrante del movimento stesso, movimento che in poco tempo da fenomeno stilistico divenne manifesto di una generazione stanca della cultura punk più aggressiva e alla ricerca di un nuovo e più sofisticato culto estetico.

Non era però una semplice questione di doversi far notare, né tanto meno di pura e semplice estrosità, piuttosto era mettere in scena un taboo, un modus vivendi temuto e rinnegato dalla società dell’epoca; una messa in scena che proprio Boy George portò sul palco nel suo omonimo musical Taboo, in cui raccontava la storia dei Blitz Kids, da lui vissuta in prima persona. Furono la voglia di cambiamento e il culto di una nuova bellezza, a tratti androgena ed eterea, insieme a un luogo che divenne simbolo di un’intera epoca, a trasformare i Blitz Kids da semplici seguaci di un trend stilistico a capofila di un fenomeno culturale e sociale, dominato da colori accesi e da uno stile che univa etnico, barocco e piratesco truccato a festa e che trasformava la loro notte in un continuo viaggio di ispirazioni ed eccessi. Ai Blitz Kids tutto era concesso e l’unica regola in vigore era: Only the strange and beautiful!

*WEB:  www.theblitzclub.com
(Simona Dell’Unto per NSS MAG)