INTERVISTA ESCLUSIVA
* DANIEL PALILLO

by NSSmagazine

Da aspirante calciatore a fashion designer… a colpi di fantasia.

Provare a esprimere gli stati d’animo, le sensazioni legate alla prima volta, a quando ci si avvicina a qualcosa di nuovo e inesplorato, è decisamente complesso, e di certo le sole parole non sempre possono raccontare le emozioni. Per questo i gesti e le azioni, anche se non compiuti del tutto, possono venirci in soccorso e spiegarci cosa si prova quando l’esperienza è poca e la curiosità è tutto.
Daniel Palillo, designer finlandese – ma di origini Italiane – ha provato, attraverso le sue creazioni non convenzionali, a esprimere lo stupore e la meraviglia dell’animo umano davanti alla novità. Proprio come i bambini che ogni giorno sperimentano nuove cose, Daniel ha cercato da subito nuovi volumi e nuove geometrie da indossare, che sapessero stupire e coinvolgere in maniera semplice e divertente. Le sue collezioni sono figlie di una fervida immaginazione e di una costante osservazione del reale, che appartiene proprio a chi senza farsi tante domande ha cercato sempre di spingersi oltre. Daniel si racconta in esclusiva attraverso ricordi passati e progetti futuri che sicuramente lo spingeranno ancora più in là per provare, per sperimentare, per ricordare.

Chi è Daniel Palillo, oggi?
Decisamente una persona migliore, grazie soprattutto alle esperienze che ho avuto e a tutte le persone che ho incontrato. Ogni giorno può lasciare un segno e formarti.

Cosa pensava Daniel Palillo quando era un ragazzo?
Volevo diventare un calciatore, passavo intere giornate a allenarmi, vivevo per il calcio. E quando non giocavo, passavo il mio tempo a fantasticare; ricordo che per la festa di Halloween a scuola disegnai un vestito da Beetlejuice, ma l’idea di diventare un designer era ancora lontana, arrivò molto tempo dopo…

Quindi in che momento hai deciso di diventare un designer?
Ho iniziato a disegnare delle mini collezioni e mi rendevo conto che le persone amavano le mie creazioni. Da quel momento, nel 2008, decisi di presentare la mia prima collezione, non mi sono più fermato e ogni 6 mesi presento qualcosa di mio, qualcosa di nuovo.

Quali sono le tue maggiori influenze?
Tantissime, ma sicuramente la mia città, Helsinki, è una delle più importati. Una semplice passeggiata per le vie del centro può aiutarmi a creare. Per questo anche i viaggi, i luoghi che ho visto diventano importanti… ecco, i posti che ho visto sono la mia inspirazione fondamentale. Ho una collezione personale di feticci recuperati in ogni città.

Ogni collezione è caratterizzata da ricercate prints, cosa vogliono comunicare?
Sono la mia interpretazione del reale.

In ogni tuo lavoro è presente una parte total black, un lato oscuro, cosa differisce il nero dagli altri colori?
Il nero è profondità, il nero è l’oscurità.

Come mai hai deciso di disegnare una collezione per bambini? I bambini sono più vicini al tuo mondo?
Mi sentivo che poteva essere una buona idea, mi fa stare bene. Ho sempre pensato guardando il look delle mie collezioni che potevano essere perfette per vestire i bambini; ogni mio capo conserva una matrice infantile e giocosa.

Sei una persona più razionale o più legata all’esperienza?
Sicuramente sono legato a ogni tipo di esperienza. Non amo pensare troppo sul da farsi preferisco agire direttamente, creare quante più cose possibile e poi semmai abbandonare quelle che ritengo sbagliate, ma sempre dopo averle terminate. Sono per il fare non per il pensare.

L’esperienza che ha cambiato la tua vita?
Non saprei, forse ancora non è successo, forse devo aspettare ancora.

Il tuo primo pensiero quando ti svegli?
Il caffè, mi sveglio sognando il suo profumo!

Se ti dico Age of Consent, cosa ti viene in mente?
Scoprire nuove cose ogni giorno, curiosare, conoscere, non fermarsi.

Se potessi tornare indietro cosa cambieresti della tua vita?
Sono felice, va bene così. Ho imparato da Marty McFly che non devi provare a cambiare il tuo passato.

Essere liberi, sentirsi padroni del proprio destino, cosa significa per te?
È tutto per me, ma ancor più importante è realizzare i miei obiettivi, farli diventare realtà. Volere è potere e concretizzare è fondamentale per essere davvero liberi.

Un’anticipazione sui tuoi progetti futuri.
In questi giorni ho presentato una piccola linea per una squadra di calcio israeliana, mi piacerebbe un giorno disegnare le divise del Napoli, la squadra della mia città di origine, così da unire il mio vecchio sogno alla mia nuova e presente passione.

*WEB: www.danielpalillo.blogspot.it