FOTOGRAFIA
*CARLOS ALVAREZ MONTERO

by Siriana F. Valenti

12 scatti per 12 ritratti cicatrizzati.

carlos
Da tempo seguo con attenzione i progetti di Carlos Alvarez Montero, fotografo messicano classe ’74, con un passato e presente lavorativo crossover tra Città del Messico e New York. Nei suoi lavori è costantemente presente il concetto di individualità e in ogni suo scatto emerge la potenza che contraddistingue l’Uno rispetto all’Altro. Vorresti conoscerle tutte (o quasi…) le persone fotografate da Carlos, per farti raccontare quello che in parte hai già percepito dal loro ritratto. Montero è dotato di una di quelle qualità che pochi fotografi hanno: saperti raccontare una storia, una Vita, con una sola foto.
Oltre a magnifici progetti come Covers (Adopt & Adapt) e Mexican Skinheads, Scars – 20 ritratti di persone a Città del Messico è di sicuro quello che – ça va sans dire – si insinua sottopelle. Ne parliamo direttamente con lui…

Ci puoi illustrare come ha preso vita il progetto e come si è sviluppato in linea temporale?
Volevo fare un ritratto della città ma non nell’accezione classica che tutti siamo abituati a conoscere. Ho iniziato a pensare di raccontarla attraverso i tatuaggi dal momento che la maggior parte delle persone che nel tempo ho fotografato, per vari progetti, erano tatuate. Così ho deciso di concentrarmi proprio sul rapporto tra le persone e i segni che decidono di incidere sulla loro pelle. Tatuaggi intesi come cicatrici lasciate dalla città sui suoi abitanti.

C’è una storia in particolare che ti ha colpito maggiormente tra quelle che si nascondono dietro le “cicatrici” che i tuoi modelli hanno deciso di tatuarsi? Ce la puoi raccontare?
In verità ho deciso di non parlare di un caso specifico proprio per lasciare il pubblico libero di guardare questa serie senza nessun tipo di condizionamento… Qualche anno fa, però, quando stavo lavorando alla serie M (of Michoacán), Jimmy, uno dei protagonisti, mi raccontò che i suoi tatuaggi rappresentavano i “segni del guerriero”, servivano a ricordare ogni battaglia combattuta e fungevano da monito per tutte le persone che lo avrebbero incontrato, ma soprattutto significavano che era pronto a combattere un’altra guerra. Queste sono le basi su cui è nato Scars.

Jimmy

Jimmy

Negli scatti si alternano, oltre ai total black Maori e gli Old School, moltissimi calaveras e lettering con un design tipicamente messicano, come a voler rimarcare un senso di appartenenza alla tradizione. Hai volutamente cercato modelli con queste caratteristiche nei loro tatuaggi?
Non ero alla ricerca di uno stile in particolare, non mi interessava tanto la maestria o l’arte, piuttosto il concetto stesso del tatuaggio e soprattutto il significato dietro un segno così forte. Di proposito ho fotografato persone tatuate sul collo, sulla testa e sul viso. Un “segno” del genere non si può nascondere, dimostra volontà e impegno assoluti nel tempo… qualcosa che veramente ti cambia la vita.

Ultima domanda… Sei tatuato? E se sì non ti chiedo che significato ha per te ma solo che soggetto è.
Una Vergine di Guadalupe e la scritta Montero.

WEB* www.alvarezmontero.com