INTERVISTA ESCLUSIVA
* MIJN SCHATJE

by I Hate Pink

Tutto il calore di bamboline pallide cresciute in gelidi file.

* All I See Is You

Mjin Schatje (1983 – Parigi, Francia) è una giovane e biondissima artista di padre spagnolo e madre olandese che ha letteralmente fatto impazzire le adolescenti (e non solo) di mezzo mondo con le sue sofisticate bambole digitali dagli occhi grandi. In questa intervista cerchiamo di conoscerla meglio e di farci raccontare qualcosa della sua ultima personale presentata a Roma.

* Mijn Schatje

Chi è Mijn Schatje?
Mijn Schatje significa “mio piccolo tesoro”… è la persona che ami, quella che occupa uno spazio speciale nel cuore di ognuno di noi.
È anche il nome, che da sette anni a questa parte, ho scelto come alter ego nel mondo dell’arte. Il significato si perde nella notte dei tempi: da piccola sentivo i miei nonni chiamarsi reciprocamente in quel modo.

Sei arrivata molto giovane al successo. Raccontaci come è cominciato tutto.
Intorno agli undici anni mi divertivo a disegnare a mano o al computer (con i primissimi software a disposizione) dei bigliettini di auguri per i compleanni, oppure componevo immagini con cui accompagnavo le mie poesie. Chiaramente all’inizio i lavori erano tutti in bianco e nero e molto molto basici, ma a ogni aggiornamento dei programmi anche io riuscivo, mese dopo mese, a migliorare e sperimentare sempre di più.
Intorno ai 21 anni, dopo quattro anni di studi d’Arte e grafica, la mia carriera professionale ha preso il via. È successo tutto quando mi sono trasferita a Parigi; ho iniziato a collaborare come freelance nel campo della musica, disegnavo album per gruppi emergenti e flyer per serate nei primi club che suonavano musica french touch.
Poco dopo grazie a MySpace e in generale ai vari social network del momento, ho iniziato a postare i miei lavori, in quel periodo avevo bisogno di feedback dalla gente, volevo sapere che cosa ne pensassero gli altri dei miei lavorie oggi posso dire che tutto funzionò alla perfezione! Ho conosciuto tantissimi artisti di vario genere, tradizionali o più vicini al digitale, alcuni galleristi che mi hanno incoraggiato e sono riuscita a ottenere la data per la mia prima esibizione.
Tornando indietro con i pensieri posso sicuramente dire che all’epoca non pianificai il mio exploit nel mondo dell’arte, in realtà è accaduto tutto in modo estremamente naturale.

* The Dreamer

Qual è il tuo primo ricordo di quando hai cominciato a disegnare?
Intorno ai 5/6 anni vinsi un paio di pattini per il disegno migliore! Ero così orgogliosa della mia illustrazione: avevo ricreato la mia silhouette su un enorme foglio bianco e ricoperto tutti i contorni con disegni di farfalle e fiori.

Qualcuno, se c’è, che ispira la tua creatività?
Intorno a me ci sono persone, luoghi e situazioni che sono una costante fonte di ispirazione. Nel gruppo di persone che frequento, a Parigi e non, ci sono musicisti, artisti e designer e mi reputo quindi molto fortunata; è difficile sceglierne uno e fare un nome… però forse  Kukula è quella a cui mi sento più legata!
Parlando in generale della scena artistica ho una grande ammirazione per Yoshitomo Nara, Aya Takano e Yayoi Kusama.

Che rapporto hai con la tua parte adolescente? È molto presente nei tuoi lavori…
Ho la sindrome di Peter Pan! La mia infanzia è stata molto vicina alla perfezione, sono cresciuta in una famiglia che si amava, ho fatto con loro mille viaggi e ascoltato tanta musica… questi sono i motivi per cui una parte di me sarà sempre “ferma” nel passato. Ho una passione smodata per i videogames a 8-bit, non posso vivere senza le mie mega cuffie per ascoltare l’iPod e faccio ancora delle compilation su cassetta che regalo alle persone che amo… quanto è da adolescenti tutto questo?
Per crescere non bisogna necessariamente abbandonare i propri sogni, quelli che seppelliscono il loro lato infantile sbagliano al 100%, perché responsabilità e fantasia possono convivere senza alcun problema.

* Hello Goodbye

* The Wild Orchid

* Where I See You

Still Life è il nome della tua ultima personale tenutasi a Roma, alla Mondo Bizzarro Gallery. Come è nata l’idea di questa mostra?
Quando mi hanno detto che la data sarebbe stata il 14 Febbraio, il giorno di San Valentino, chiaramente mi sono subito entusiasmata! Sono single da un anno e mezzo ormai e la mia vita nell’ultimo periodo è stata ricca di incontri e brevi storie romantiche, questo mi ha aiutata a esprimermi al meglio nella preparazione delle opere da esporre in anteprima. Così tutte le piccole cose che mi sono successe nell’ultimo periodo, le montagne russe emotive che ho vissuto tutti i giorni, si sono impresse dentro me stessa e sono state preziose per il mio lavoro.
Ho poi iniziato a ragionare sul concetto classico di still life. Il termine di per sé evoca immediatamente la rappresentazione di oggetti inanimati e, a pensarci bene, può riportare alla memoria le opere di alcuni famosi pittori Tedeschi e Fiamminghi del XVII secolo. Ho cercato di ricreare lo stesso stato d’animo quieto e nobile che trasuda da quei dipinti, uno stato d’animo a cui tutti in qualche modo aspiriamo.

In questi ultimi lavori hai utilizzato per la prima volta la tecnica del “mixed media”. Perché?
Mi sentivo in vena di riprendere il disegno a mano, di ritrovare alcuni tratti fragili e casuali che il computer non è pienamente in grado di ricreare. Volevo mixare lo stile classico con le linee nette e pulite del digitale e vedere che cosa ne sarebbe uscito fuori. Ho lavorato ad acquerello, ho scansionato le tavole per poi inserirle e rielaborarle al computer. Credo che il risultato finale sia un prodotto più delicato e sensuale delle mie opere abituali.

* All Along I Was Waiting For You

* Gaga's Vanity

Raccontaci un sogno a occhi aperti e uno della tua fase REM…
Mi piacerebbe andare a trovare gli amici che mi mancano quotidianamente e che vivono lontano, a New York, a Los Angeles, a Odessa… spero di poterlo realizzare presto, questo è un po’ il problema di chi viaggia molto… si incontra tanta gente interessante che però è difficile vedere con frequenza.
Di solito la mattina non ricordo mai i sogni, ma recentemente ho sognato che stavo in California con un ragazzo con cui sono stata insieme tempo fa… quindi mi sono detta che “i sogni son desideri” questo viaggio lo devo proprio organizzare!

* Honorine

* Making of City Girl

* WEB: www.mijnschatje.fr